Milano e le “sue” montagne

Milano vista montagne
Milano vista montagne

Oggi arrivando a Milano con il mio bel pullman sono riuscito a intrevedere all’orizzonte le montagne. Il cielo era così limpido che mi permetteva di scorgere quelle imponenti cime innevate. Una sensazione di tranquillità e piacere mi ha improvvisamente colpito. Non so perchè, ma la vista di questa meraviglia naturale mi ha come colpito dentro. A volte siamo talmente di fretta a fare le nostre faccende che neppure ci accorgiamo del bello che ci circonda. Basterebbe fermarsi qualche secondo, riflettere e osservare, per carpire questi momenti nella nostra vita.

Credo sia il momento di smettere di scrivere perchè sembro sempre di più una donna in menopausa XD

Milano, città costiera

Oggi il tempo era particolarmente brutto. Nulla di cui lamentarsi, certo… in fondo siamo in autunno ed è giusto incorrere in qualche pioggia anche un po’ forte. Quello che però fa alterare è l’incapacità del comune di Milano di mantenere le strade. Credo che già gli antichi romani avessero adottato soluzioni fognarie e incanalamenti per l’acqua piovana. Allora perchè voi (comune di Milano) non siete da meno? Ogni singolo marciapiede era completamente circondato dall’acqua, tanto che per attraversare servivano due motoscafi al posto delle scarpe oppure essere campioni di salto in lungo. Può sembrare un’esagerazione ma quando dico “ogni marciapiede” intendo proprio tutti: da quelli in piazza Leonardo, a quelli in via Celoria a quelli in via Golgi! E’ una cosa improponibile, facciamo invidia al lago di Garda! Il risultato è stato scarpe e piedi allegramente fradici fino al rientro a casa. Grazie Letizia!

Milano, la città costiera
Milano, la città costiera

Già in università

Sono le 8:37 del mattino e già sono in università. “E qual è il problema?” penserete. Bè, il problema è che la mia prima lezione inizierà tra poco meno di 2 ore (alle 10:30) ma poichè oggi il personale ATM ha deciso di fare sciopero proprio nel periodo in cui io dovevo prendere la metro, sono stato costretto ad anticipare il mio viaggio 2 ore prima e dedicarmi ad attività studioso/ludiche presso l’aula studio dell’unimi di via golgi.

ico_atm.jpg

Considerando che in tutta l’aula siamo solo in 2, probabilmente tenderò ad addormentarmi sul computer e risvegliarmi all’alba delle 21:00 di oggi. Spero vivamente che non accada.

Inoltre spero anche che nessuno dei ben 2 professori abbia deciso di rimanersene a casuccia, perchè se così fosse potrei iniziare ad insultare gente a caso con in mano la bottiglia di whisky che ha comprato il tipo dietro di me al GS all’alba delle 8:23 di mattina…

Bene, ora vado a “studiare”, sia io che il mio maialino disegnato su un foglio vi salutiamo.

Ciao & hoink!

Poltro & Maialino

Ma quanto tarella il Tarallo??

Ho finito da poco una lezione di matematica del prof. Tarallo: ma quanto va veloce!!! A un certo punto metà aula ha rinunciato a prendere appunti vista l’impossibilità di molti a scrivere come una dattilografa esperta. Quando un povero alunno, alzando timidamente la mano, ha chiesto “Scusi professore, può per favore spiegare più lentamente che si fa fatica a capire?”, lui ha premuto sull’acceleratore fino a raggiungere la velocità di 20 formule matematiche per secondo!!!

la-matematica-e-un-opinionec

L’argomento erano “i simboli di Landau” di cui non conosco il creatore (probabilmente il sig. landau, un matematico con qualche serio problema di comunicazione e integrazione sociale). Poi mi chiedo, perchè bisogna chiamare un simbolo “o piccolo”??? Chiamalo “pippo”, “zimbawe”, ma non “o piccolo”, anche perchè quando lo scrivi sembra palesemente uno zero… e molto spesso equivale a zero!!! Oddio!!! Non è possibile! E pensare che io tutto questo (e molto altro ancora) devo saperlo per gennaio. Sigh!

Triste, stanco e assonnato, direttamente dall’unimi vi saluto,

Poltro

Live @ aula sigma

Direttamente dall’aula sigma di via comelico, il poltro assiste a una fantastica lezione di laboratorio di programmazione!!! Yeah!

import prog.io.*;

class Prog1{
public static void main(String[] args) {

PS lo sapevate che le 6.20 di mattina esistono?? Io no. Stamattina mi sono svegliato a quell’ora… non pensavo potessero esistere… perchè sono sempre l’ultimo a sepere le cose???

La nuvola di Fantozzi

Perchè il tempo mi vuole male??? Esco di casa, bel tempo. Due secondi dopo nubi, vento e lampi (sì bè… ho un po’ esagerato, lo so). Esco dalla fermata della metro e inizia a piovere a dirotto. tentando di proteggere il mio portatile con ogni parte del mio braccio arrivo fradico in università (da dove scrivo ora) e con una felpa che dopo 3 ore non si è ancora asciugata.

Speriamo che più tardi non debba fare ancora i salti mortali per non bagnarmi, altrimenti dovrò elemosinare un passaggio sotto l’ombrello di qualche passante dal buon animo gentile.

From unimi,

Poltro

Poltro e Ivan e la lunga cavalcata verso via Comelico

Ore 13.30 finisce la lezione-recupero di programmazione e Ivan, mio temerario compagno di corso, mi fa una proposta: “in quest’ora di pausa, andiamo in via Comelico a registrarci al Silab”.

Ok, spieghiamo qualcosina in più:

Io e ivan ci trovavamo in via Golgi, città studi, indicativamente quartiere Lambrate di Milano. Via Comelico si trova da tutt’altra parte, vicino alla fermata della metro Porta Romana.

Il Silab è un terminale in cui registrarsi prima di accedere ai laboratori di programmazione. Se non viene effettuata la registrazione con la tessera magnetica non si può accedere ai computer del laboratorio.

L’ora di pausa consisteva in 75 min, dalle 13.30 alle 14.45, ora in cui ricominciava la lezione teorica di programmazione.

Bene, chiariti questi concetti posso proseguire con il racconto…

In fretta e furia ci rechiamo alla fermata della metro, Piola. Prendiamo la linea verde direzione Centrale FS per il cambio con la linea gialla. E già il tempo cominciava a stringere. Arrivati alla banchina… il treno sfreccia davanti ai nostri occhi… 6 minuti d’attesa. E dalle profondità del tunnel della metro si alzò un grido che iniziava con “Porca tro” e finiva con “ia”.

Passati i 6 minuti arriva il treno e scendiamo in centrale… ed ecco sfrecciare un altro treno appena partito. Fu così che le imprecazioni raggiunsero quota 2 e l’orario raggiunse le 13.59.

Finalmente Porta Romana… ma, dov’è via comelico??? Una giungla con delle scimmie ha più cartelli di Porta Romana. Nel panico cerchiamo sulle cartine della metro: dove siamo noi, magicamente, la cartina è scolorita… Ecco che l’idea “chiediamo a qualcuno” ci corre in aiuto. Un edicolante, con tono sentenzioso ci istruisce sulla direzione con un semplice “di là”. Quello che segue dopo sono 15/20 minuti di cammino trovando semafori rossi ovunque. NON FINIVA PIU’!

La lunghezza di via Comelico tende ad infinito ma, fortunatamente, la meta era vicina. Trovato il posto entriamo, ci registriamo al terminale Silab e guardiamo l’orologio. 14.35 : completa impossibilità di arrivare in orario alla lezione che sarebbe iniziata 10 minuti più tardi.

Conclusione: McDonald’s e a casa un’ora prima…