Tipo che

Ho tanti di quei pensieri per la testa che a esser sincero non so se sia il caso di tirarli fuori. La reazione sarebbe incontrollabile: gente che tenterebbe di esorcizzarmi, insulti da destra e manca. Insomma, una specie di catastrofe naturale circoscritta alla mia persona.

Certo è che non trovo altra soluzione che scrivere un po’, si sa mai che aiuta. Mi rendo conto che sto scrivendo a braccio, senza un filo logico e senza sapere dove andrò a parare. “Di cosa parlerai allora?” vi chiederete voi. La verità è che non lo so. Non so di cosa voglio parlare perchè non so che cosa penso ora. Avete presente quando voi state guardando la TV e qualcuno accende contemporaneamente la radio, un video su YouTube e magari parla al telefono? Ecco, la sensazione è quella: un gran casino.

Ma insomma, si va avanti. Si tenta di studiare dalle 8 del mattino alle 9 di sera, ma solo per sentirsi in pace con se stessi, non perchè effettivamente serva a qualcosa studiare così tanto. Oramai sono così pessimista su questo esame che la cosa che mi sta più sulle palle non è tanto il rischio di non passarlo, quanto l’aver speso 30€ in mezzi di trasporto per salire 3 giorni a Milano.

In tutto questo, voglio tornare là, ecco tutto. Sapevatelo.

Vabbè, salve gente. Che almeno le vostre menti siano un po’ più ordinate delle mie.

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