Mi ci costringono

Ogni anno sempre la stessa storia: orari fatti coi piedi, professori che devono imporre i giorni che gli fan più comodo per insegnare e studenti che devono andare in Giappone a comprarsi una nuvola Speedy (o Kinto, per gli amanti dell’originale) per poter essere presenti a tutte le lezioni. Certo, questo non sarebbe sufficiente dato che, ovviamente, ci sono pure lezioni sovrapposte. Mai semplificarsi la vita, ci manca…

Cooooooomunque, gisto per rendervi l’idea di quanto siano deformi e contorti gli orari:

Lunedì: 2 ore;
Martedì: prime 2 ore con 2 lezioni sovrapposte, l’una a 3,9Km dall’altra, seguite da altre 2 ore in un posto, per poi teletrasportarsi per altre 4 ore, sempre a 3,9Km di distanza;
Mercoledì: 2 ore;
Giovedì: 2 ore;
Venerdì: libero.

Mi sembra chiaro che qualcosa non vada nel Martedì… con 4 giorni su 5 praticamente VUOTI, spalmare le lezioni su questi no, eh? E siamo pure il dipartimento di informatica, abbiamo gente rispettabilissima nell’ambito degli algoritmi in grado di tirar fuori un orario decente. E tra le tante cose, mi spiegate che senso ha mettere un corso del 3° anno di informatica in Città Studi e non al Dipartimento di Informatica?

Lo so, mi lamento sempre (e forse questo post è pure un po’ contorto) ma non è possibile che sia sempre così. Sempre, sempre così.

PS. Non so davvero se “Mi ci costringono” sia italiano, ma mi piaceva il suono.

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