In un modo diverso

Una delle cose più mi ha fatto sorridere da quando sono qui è come fanno i bambini a divertirsi. Mi spiego meglio…

Se da noi in Italia si vedono i bambini mettersi a giocare a calcio con qualunque cosa, che sia un pallone o una bottiglia di plastica poco importa, qui i bambini giocano a hockey. Li vedi andare in giro con le loro mazze colorate, mettersi a giocare per strada usando magari castagne trovate ai piedi di un albero o la pallina che si sono portati da casa.

D’accordo, tutto questo non è così eclatante, ma è sempre qualcosa di curioso e simpatico, un’altra differenza tra due culture davvero diverse.

Giornate uggiose

Non sto qui a parlare del tempo anche se, onestamente, fa veramente cagare per essere agosto. Il titolo di questo post è solo la prima cosa che mi è venuta in mente.

Bè, di che volevo parlare? Dunque… non so, pensavo in un post un po’ vago, di quelli che non faccio da ormai un po’ di tempo. E niente… ultimamente me ne sono successe di tutti i colori. Ultimamente ne sono successe di tutti i colori in generale. Ma non vorrei soffermarmi su questi aspetti, oserei dire, tristi della mia vita. Non ne ho voglia. Anzi preferirei pensare ad aspetti più felici della mia modesta esistenza. Vorrei, nonostante la tristezza suggerita dal tempo, pensare a cose felici. Pensare che nonostante tutte le cose tristi c’è sempre qualcosa di bello. Perchè a esser tristi si rischia di eclissare gli aspetti più belli della nostra vita. Si rischia di non godere dei bei momenti passati con le persone care e perderli, per sempre.

In questi giorni sto passando quello che io definisco “umorismo triste”, ovvero la mia camaleontica capacità di riuscire a ridere e scherzare nonostante le avversità della vita. Poi rileggo la frase che ho appena scritto e mi rendo conto delle stronzate che sto dicendo. Dai, siamo seri. Non ho ancora 20 anni e me ne dovrei rimanere qui a piangere su delle ipotetiche e alquanto frivole avversità della vita? La mia parte razionale è già sull’attenti e si schiera fortemente per il NO (anche se una delle avversità della vita in questo momento è “Perchè ca**o youtube non mi fa partire ‘sto video?”). Va bene l’emozione del momento, la tristezza e tutto. Ma come si può vivere così, tristi e presi male. Ci sono tante possibilità al mondo, tante esperienze ancora da fare, tanti traguardi ancora da raggiungere per fermarsi qui, ad aspettare.

Più vado avanti a scrivere questo post, più mi rendo conto di quanto rischio di scrivere un poema. Quindi mi fermo qui. Diciamo che è una specie di “stream of consciousness” (per chi non sapesse cos’è c’è google XD ). Basta. Non aggiungo altro. Voltiamo pagina e andiamo avanti, anche se è difficile. Ma se ci si pensa, se si hanno delle persone care al proprio fianco, tanto difficile poi non è.

Dedicato ad alcuni amici e, alla fine, anche a me.