Alla ricerca di responsabilità

Non è tanto, però pensare che devi provvedere a te stesso, senza che nessuno ti solleciti ogni volta, non è cosa da poco. Non è difficile, certo, ma nemmeno immediato.

Una delle cose che più apprezzo del rimanere qui è la possibilità che ho di essere indipendente, di avere delle responsabilità maggiori di quelle che avrei in Italia. Se quando sono lì quello di cui mi devo preoccupare è di prendere l’abbonamento del treno, essere puntuale alle lezioni e nient’altro, qui io devo anche preoccuparmi della spesa, di cosa mangiare la sera – e a volte anche a pranzo; di pulire camera, di rispettare la settimana di pulizie dell’appartamento – bagno, cucina, pavimento; devo preoccuparmi del bucato, di prenotare la lavatrice per tempo, di stendere i panni e rimetterli a posto nell’armadio.

Io non mi lamento di queste cose, anzi sono grato della possibilità che mi è stata data di poter sperimentare questa vita che molti degli studenti qui presenti affrontano normalmente nei loro Paesi d’origine. Me ne rendo conto, per uno studente in Italia non è così facile prendere un appartamento e andarsene via da casa, il motivo principale è quello economico, lo posso constatare in prima persona. Certo è che ancora non concepisco la mentalità di rimanere in casa coi genitori anche quando si ha un lavoro stabile già da 3-4 anni.

Un po’ in generale l’Italia rende difficile il tutto, tra burocrazia e costi. Settimana scorsa, ad esempio, parlavo con il mio amico Olandese e mi diceva questo:

Io: “In Italia non è così semplice andare a vivere da soli, per motivi principalmente economici”
Erwin: “In Olanda se vivi con i tuoi genitori ed entrambi lavorano, lo stato ti finanzia 90€ al mese. Se lavora solo uno, invece, ti finanzia 250€ al mese”
Io: ” O_O ”
Erwin: “In più, se vivi da solo, ricevi altri 200€ in più al mese, quindi o 290€ o 450€. Il tutto a perdere, non devi né restituirli né altro. Inoltre per gli studenti tutti i mezzi di trasporto sono gratuiti nei giorni feriali.”
Io: “Ah…”
Erwin: “Però l’università è molto cara…”
Io: “Ah sì, e quanto costa?”
Erwin: “1600€ all’anno”
Io: “…”

E non è il primo caso di supporto allo studio che vedo. Penso alla Finlandia in cui non solo l’università è gratuita, ma gli studenti ricevono un minimo di 150€ al mese e hanno forti sconti sui mezzi di trasporto (50% minimo).

E’ facile capire come con tutti questi vantaggi lo studente è da una parte invogliato a studiare – e i genitori a spingerlo per lo studio, dall’altra è facilitato nell’essere indipendente, nell’organizzare la sua vita da solo, com’è giusto che sia.

PS. Mi sono reso conto che non ho mai mostrato bene il mio appartamento. Ecco una piccola galleria per mostrarvelo -> Flickr. (Sì, sembra tutto in ordine ma è solo perchè pure i miei genitori vogliono vederle queste foto!)