E’ così che si fanno i blocchi del traffico!

Riporto un fatto curioso tratto da un atricolo de Il Sole 24 Ore on line sul blocco del traffico a Milano:

Dalle 10 di questa mattina alle 15.30 la polizia locale ha effettuato 2.742 controlli per il rispetto del blocco del traffico ed elevato 481 multe. Multato anche un ciclista. Si tratta di Gianfranco Giardina, un giornalista milanese che percorreva via Gallarate in bicicletta e si è visto affibbiare una contravvenzione per guida senza mani: «La strada era completamente deserta e ho tenuto le mani in tasca per un tratto di circa 300 metri perchè avevo freddo» ha raccontato. Fermato dagli agenti, Giardina ha ricevuto 23 euro di multa. «Non è per i soldi, ma trovo ridicolo che nella domenica senza auto, fermino proprio me che ero uscito in bici per rispettare il blocco».

Fonte: Il Sole 24 Ore

Ridicola come cosa! E’ in questo modo che invogliano la gente ad andare in giro con mezzi alternativi all’auto? O.o

Sala studio

Ecco, non dico di rimanere in silenzio di tomba. Se si parla un po’ sottovoce di sicuro il problema non si pone. Tuttavia se l’hanno chiamata Sala Studio, un motivo ci sarà… forse serve per studiare, no? Bè, a quanto pare all’unimi non va proprio così.

Oggi, giornata in cui mi ero seriamente deciso a studiare, mi sono recato in questa aula dove sembrava che chiunque avesse mangiato un megafono la mattina a colazione. Fortuna vuole che una simpatica ragazza si sedesse di fronte a me iniziando a tremare riproponendomi l’esperienza di un terremoto con conseguente sfasamento della vista, già abbastanza affaticata. Ma non è finita qui. Questa simpatica ragazza ha poi invitato due sue amiche a chiaccherare come delle oche davanti a me. Il mio cervello più o meno percepiva questo:

La sommatoria di x alla n… QUA QUA QUA … integrale di f di x … QUA QUA QUA

Ne sono uscito traumatizzato. Ho imparato da questa esperienza che è meglio studiare con dei tappi nelle orecchie, devo procurarmeli al più presto. Nel frattempo mi limiterò ad utilizzare le cuffie dell’iPod (e ad evitare le oche che passeggiano per l’università).

Colgo l’occasione per fare i miei complimenti all’Ivan (si legge AIvan) che ha preso un fantastico 30 nell’esame di matematica, quello per cui stavo studiando oggi.

I tagli all’università

Credo che la prova più evidente dei tagli all’università sia il freddo tremendo che sto provando in questo momento in aula studio. Guardo fuori dalla stanza e vedo un paio di pinguini danzare allegramente a ritmo di musica, proveniente dalla stanza a fianco.

madagascar_pinguini

Bè l’articolo è finito qui… vi aspettavate altro? E vabbè…

See you soon, more to come!

Ma non si studiava all’università?

Politecnico di Milano
Politecnico di Milano

Giornata di grandi iniziative oggi a Milano nelle due università di piazza Leonardo e Città Studi. Tranquillo, alle ore 12:30 circa, scendo dalla metro in direzione unimi e passo davanti al Politecnico dove ad accogliermi ci sono non solo i 20 marocchini che cercano di vendermi qualcosa, ma bensì un sacco di studenti che cantano, bevono, mangiano e tentano di segnare un gol scavalcando una “barriera” di cartone nel bel mezzo di piazza Leonardo. Massì, niente di che… a quanto pare era una raccolta fondi per una adozione a distanza il cui motto era “E ricordatevi: il vostro fegato non è più importante dei bambini dell’Uganda”, riferito alle birre vendute per raccogliere i soldi.

Università degli Studi di Milano
Università degli Studi di Milano

Beato, con un allegro motivetto che sfuma lentamente alle mie spalle, mi reco in Città Studi, dove ovviamente la serietà degli studenti dell’Università degli Studi di Milano saprà accogliermi… invece il trinomio birra-salamelle-canzoni mi si ripropone, questa volta in una veste più “montanara”, con un motivetto del tipo “Eeeee vien giuuuuu dalla montaaaa-a-a-gnaaaaaaa” interpretato da una ventina di ragazzi.

Visto ciò mi sono diretto in aula, a seguire la mia ultima lezione teorica di matematica… pensando a cosa mi sarei perso.

La vendetta dei controllori atto secondo

ico_atm.jpg
ATM - La società che crea questi "esseri" di caos e distruzione: i controllori

E già. Sono tornati. Lì, pronti a farti perdere qualunque mezzo di trasporto tu debba prendere. Quando stai per arrivare senti che tutto sta andando bene, troppo bene per essere vero. Sei giusto giusto in anticipo di quei 30 secondi che quasi quasi ti puoi permettere di non correre per prendere il pullman. Ma ti sbagli…

Alzandoti lentamente dal tuo posto, ti rechi verso le porte della metro e li vedi: una schiera di 10 controllori avidi di biglietti e tessere che attendono il tuo arrivo. Io, rassegnato e sconsolato, non provo neppure a implorare la loro misericordia per farmi passare senza controllare. Calmo e placido tiro fuori la mia tessera, viene controllata e vengo congedato. Mi reco verso la banchina dove aspettare, oramai per 35 minuti, il prossimo pullman ma ecco che il miracolo avviene: il pullman è lì… e non sta neppure partendo!

Alla faccia vostra, controllori! Questa volta ho vinto io e me la rido! E di gusto vorrei aggiungere! AHAHAH

Per quest’anno MARCO – 1, CONTROLLORI – 1 …. che la sfida continui! XD

Compagni d’università

Ecco cosa succede ad avere dei compagni d’università che sono dei cazzoni astrali… ci si trova da soli in aula mezzora prima dell’inizio della lezione a scrivere come dei cretini sul proprio blog per esternare il proprio dissenso nei confronti di costoro che, belli placidi, se ne stanno a dormire sotto le coperte mentre io mi seguo 2 ore di matematica. Grazie, la prossima volta non avvisate alle 8 di mattina!

EDIT: Pritam c’era =)

La vendetta dei controllori

Non chiedo tanto dalla vita, ma una di quelle poche cose è la possibilità di prendere il primo pullman possibile che mi permetta di tornare a casa. Tre giorni a settimana viaggio sul filo di un rasoio, largo si e no 30 secondi, per riuscire a tornare a casa solo una ventina di minuti prima, che sembrano pochi, ma in realtà per me voglion dire tanto.

ico_atm.jpgOggi, quell’amorevole società chiamata ATM ha deciso che era venuto il momento di controllare se i suoi passeggeri avessero un documento di viaggio valido. E fu così che una schiera di diecimila controllori (una decina) munita di inquietanti taquini-multa ha sbarrato oggi pomeriggio l’uscita dal capolinea della linea gialla di Milano. Già dal treno capisco il mio terribile destino: perdere il pullman che di lì a 30 secondi sarebbe partito. Scatto verso l’uscita e al grido terrificante di “Prego il biglietto” estraggo in una frazione di secondo la mia tessera ATM, la porgo al controllore il quale inizia a guardarla, ma per troppo tempo. Con un balzo felino salto fuori dalla stazione, salgo le scale e vedo… il mio pullman partire di fronte ai miei occhi…

Oramai triste e rassegnato, mi siedo su una panchina a guardarmi sul mio iPod una puntata dei Griffin (guarda caso la prima in assoluto), puntata che mi prende particolarmente. Mi prende tanto che neppure mi accorgo del passare del tempo. Improvvisamente come una forza oscura mi dice di guardare l’ora. Terrorizzato volto lo sguardo a destra e vedo… il mio pullman! Dopo un “Oh, cacchio!” mi alzo, corro, vedo le porte chiudersi, agito le braccia come una ragazzina al concerto dei Jonas Brothers e finalmente salgo.

Così si concludono le mie avventure con i mezzi pubblici e non posso far altro che dar la colpa di tutto questo ai controllori. Sì perchè loro, come gli arbitri, sono un po’ i moderni capri espiatori della nostra società… quindi se perdo il pullman è colpa loro. TI ODIO ATM!

Cronache di due arbitri a Milan-Real

Partenza ora 18:40. Due ore dopo sarebbe iniziata la partita e sembrava che fossimo in perfetto orario. Ci sbagliavamo.

milan_real madrid

Per uno scherzo (di cattivo gusto) del destino, proprio ieri (03/11/2009) i Jonas Brothers, un gruppo “musicale” che Pino Scotto descriverebbe come “tre ricchioni che fanno finta di suonare in playback”, hanno deciso di esibirsi al Forum di Assago provocando una fila di adolescenti urlanti sulla tangenziale con il conseguente rallentamento della velocità media a 10 Km/h.

Se, come credo, lassù c’è Qualcuno, credo che Chicio l’abbia fatto rivoltare più e più volte ieri sera, tirando giù tanti di quei santi che neppure il calendario li contiene tutti. Fortunatamente all’alba delle 20:20 siamo arrivati nei pressi dello Stadio Meazza. Nei pressi si intende 1,5 Km di corsa, quasi degni di un test di Cooper, per riuscire a raggiungere lo sportello degli accrediti AIA-FIGC-CONI entro le 20:45.

Arrivati, abbiamo constatato con dispiacere che i posti a noi assegnatici erano in fue settori diversi: io nel primo anello verde, chicio nel secondo blu. A nulla sono serviti i tentativi di spostarci uno nella zona dell’altro, portandoci così a rimanere nei posti a noi assegnati.

benzema-lunga-thumbnapolisport_6402La partita è stata tranquilla (1-1, gol di Benzema e Ronaldinho su rigore), le due squadre si equiparavano, prestazione arbitrale mediocre con assistenti spesso impacciati, ma vabbè. Per il resto ho passato la gara con una signora dietro di me la quale si presentava come la detentrice ufficiale del regolamento, ovvero “Il milan ha sempre ragione”.

Devo inoltre complimentarmi con i tifosi milanisti che, a fine gara, hanno applaudito e fatto cori a favore di Kaka. Davvero un ottimo gesto =)

Milano e le “sue” montagne

Milano vista montagne
Milano vista montagne

Oggi arrivando a Milano con il mio bel pullman sono riuscito a intrevedere all’orizzonte le montagne. Il cielo era così limpido che mi permetteva di scorgere quelle imponenti cime innevate. Una sensazione di tranquillità e piacere mi ha improvvisamente colpito. Non so perchè, ma la vista di questa meraviglia naturale mi ha come colpito dentro. A volte siamo talmente di fretta a fare le nostre faccende che neppure ci accorgiamo del bello che ci circonda. Basterebbe fermarsi qualche secondo, riflettere e osservare, per carpire questi momenti nella nostra vita.

Credo sia il momento di smettere di scrivere perchè sembro sempre di più una donna in menopausa XD

Milano, città costiera

Oggi il tempo era particolarmente brutto. Nulla di cui lamentarsi, certo… in fondo siamo in autunno ed è giusto incorrere in qualche pioggia anche un po’ forte. Quello che però fa alterare è l’incapacità del comune di Milano di mantenere le strade. Credo che già gli antichi romani avessero adottato soluzioni fognarie e incanalamenti per l’acqua piovana. Allora perchè voi (comune di Milano) non siete da meno? Ogni singolo marciapiede era completamente circondato dall’acqua, tanto che per attraversare servivano due motoscafi al posto delle scarpe oppure essere campioni di salto in lungo. Può sembrare un’esagerazione ma quando dico “ogni marciapiede” intendo proprio tutti: da quelli in piazza Leonardo, a quelli in via Celoria a quelli in via Golgi! E’ una cosa improponibile, facciamo invidia al lago di Garda! Il risultato è stato scarpe e piedi allegramente fradici fino al rientro a casa. Grazie Letizia!

Milano, la città costiera
Milano, la città costiera