Live @ aula sigma

Direttamente dall’aula sigma di via comelico, il poltro assiste a una fantastica lezione di laboratorio di programmazione!!! Yeah!

import prog.io.*;

class Prog1{
public static void main(String[] args) {

…

…

PS lo sapevate che le 6.20 di mattina esistono?? Io no. Stamattina mi sono svegliato a quell’ora… non pensavo potessero esistere… perchè sono sempre l’ultimo a sepere le cose???

Perchè davanti a me?

Tornando oggi da Milano ho preso come mio solito il pullman. Seduto nelle ultime file ero bello comodo, tranquillo… iPod nelle orecchie e sonnellino fino all’arrivo a casa. Il pullman era praticamente deserto, saremo stati una decina… troppo bello per essere vero….

A un certo punto, un tale genio decide che gli altri 10mila posti liberi non gli piacevano e si siede nella poltrona proprio di fronte alla mia. “Qual è il problema?” vi chiederete? Bè, non di sicuro il fatto che si sia seduto davanti a me, quanto che questo gentiluomo ha deciso così, per diletto, di abbassare il sedile e mandare a far benedire le mie ginocchia. Che cavolo! Se proprio ti piace quella fila, prendi il posto di fianco, dietro di te non c’è nessuno e non dai fastidio. Perchè davanti a me?!?!

Concludo con una cosa totalmente off topic: l’immagine del giorno della newsletter di bastardidentro.it

BD1673-Nobel

Poltro e Ivan e la lunga cavalcata verso via Comelico

Ore 13.30 finisce la lezione-recupero di programmazione e Ivan, mio temerario compagno di corso, mi fa una proposta: “in quest’ora di pausa, andiamo in via Comelico a registrarci al Silab”.

Ok, spieghiamo qualcosina in più:

Io e ivan ci trovavamo in via Golgi, città studi, indicativamente quartiere Lambrate di Milano. Via Comelico si trova da tutt’altra parte, vicino alla fermata della metro Porta Romana.

Il Silab è un terminale in cui registrarsi prima di accedere ai laboratori di programmazione. Se non viene effettuata la registrazione con la tessera magnetica non si può accedere ai computer del laboratorio.

L’ora di pausa consisteva in 75 min, dalle 13.30 alle 14.45, ora in cui ricominciava la lezione teorica di programmazione.

Bene, chiariti questi concetti posso proseguire con il racconto…

In fretta e furia ci rechiamo alla fermata della metro, Piola. Prendiamo la linea verde direzione Centrale FS per il cambio con la linea gialla. E già il tempo cominciava a stringere. Arrivati alla banchina… il treno sfreccia davanti ai nostri occhi… 6 minuti d’attesa. E dalle profondità del tunnel della metro si alzò un grido che iniziava con “Porca tro” e finiva con “ia”.

Passati i 6 minuti arriva il treno e scendiamo in centrale… ed ecco sfrecciare un altro treno appena partito. Fu così che le imprecazioni raggiunsero quota 2 e l’orario raggiunse le 13.59.

Finalmente Porta Romana… ma, dov’è via comelico??? Una giungla con delle scimmie ha più cartelli di Porta Romana. Nel panico cerchiamo sulle cartine della metro: dove siamo noi, magicamente, la cartina è scolorita… Ecco che l’idea “chiediamo a qualcuno” ci corre in aiuto. Un edicolante, con tono sentenzioso ci istruisce sulla direzione con un semplice “di là”. Quello che segue dopo sono 15/20 minuti di cammino trovando semafori rossi ovunque. NON FINIVA PIU’!

La lunghezza di via Comelico tende ad infinito ma, fortunatamente, la meta era vicina. Trovato il posto entriamo, ci registriamo al terminale Silab e guardiamo l’orologio. 14.35 : completa impossibilità di arrivare in orario alla lezione che sarebbe iniziata 10 minuti più tardi.

Conclusione: McDonald’s e a casa un’ora prima…

Prima settimana di università finita

E la prima settimana se n’è andata e che dire… non so. Sinceramente non so ancora che pensare. Per ora abbiamo fatto solo matematica e 1 ora e mezza di progammazione in cui ci è stato introdotto il corso. Il punto più alto della settimana è stato raggiunto quando ho scoperto con piacere che il professore di programmazione usava ubuntu… ma questa è un’altra storia…

L’università è tutta diversa dal liceo: non c’è il professore che ti dice cosa devi fare e quando. Ti dice solo “questo lo devi sapere” e basta. Sei un po’ come un cucciolo di foca lasciato vagare sui ghiacci della siberia (sinceramente non so se le foche vaghino sui ghiacci della siberia, ma sorvoliamo).

Settimana prossima sarà più intensa, con più teoria di mtematica e più programmazione. Lasciamo che il tempo mi dia una risposta alla domanda “Ho fatto la scelta giusta?”. Spero sinceramente di sì.

Da camera mia è tutto,

Poltro