Something Something Something Dark Side

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E’ questo il titolo della seconda parodia di Star Wars creata da Seth Mc Farlane in cui i protagonisti della serie I Griffin prendono in giro in 5° capitolo della famosa saga ideata da George Lucas.

“Something Something Something Dark Side” (trad. “Qualcosa Qualcosa Qualcosa Lato Oscuro”) è un lungometraggio di poco meno di un’ora in cui i protagonisti dello show prendono in giro alcune delle scene più importanti dell’episodio 5 riempendolo anche, come solito dei Griffin, di sketch senza senso.

Il titolo prende spunto da un piccolo spezzone presente nella serie dei Griffin in cui Peter afferma come il successo di George Lucas sia da attribuire ai dialoghi dell’iperatore che usano sempre la struttura “qualcosa, qualcosa, qualcosa… lato oscuro“.

Non esiste ancora una traduzione italiana del film (uscito negli USA e nel Regno Unito il 22 Dicembre 2009), tuttavia su internet è facile trovare traduzioni dei fan molto affidabili (es italiansubs.net ). A chi ha visto e amato Guerre Stellari, a chi è fan dei Griffin, a chi ha visto “Blue Harvest” (la precedente parodia) e a chi vuole semplicemente divertirsi, consiglio questo film reperibile su ebay   o via filesharing (ops, questo non dovevo dirlo… infatti lo barro XD) sempre e comunque in lingua originale. In attesa della traduzione italiana e della sua uscita nel Bel Paese, eccovi il trailer:

Che cos’è la politica

Bellamente copiato e incollato da un link trovato su Facebook:

Un bambino torna a casa e dice al padre: Oggi a scuola ci hanno chiesto: che cos’è la politica? Ma io non ho saputo rispondere. Me lo spieghi tu papà?
Certo fogliolo, ti faccio un esempio!
Io lavoro e porto i soldi a casa. Quindi sono un CAPITALISTA.
La mamma amministra il mio guadagno e cura l’andamento della casa, e quindi rappresenta il GOVERNO.
Tu sei il figlio maggiore del quale dobbiamo preoccuparci quindi tu rappresenti il POPOLO.
La tua sorellina che è ancora piccola rappresenta il FUTURO DELLA NAZIONE.
La donna di servizio che lavora in casa rappresenta la CLASSE OPERAIA.
Così ti ho spigato cos’è la politica.

La notte seguente il bambino si sveglia dal pianto della sorellina che dorme vicino a lui, si alza cercando di calmarla e vede che ha il pannolino slacciato ed è piena di cacca fino ai capelli, allora va in camera dei genitori per chiamare la mamma. Ma questa dorme profondamente e non sente, il padre non c’è, allora va nella camera della donna di servizio e bussa alla porta chiusa, ma nessuno risponde, spia dal buco della serratura e vede il padre che sta trombando con la cameriera.
Il bimbo ritorna a letto e pensa:
ADESSO HO CAPITO COS’è LA POLITICA
1. IL CAPITALISTA SI FOTTE LA CLASSE OPERAIA
2. IL GOVERNO DORME E NON SENTE UN CAZZO
3. IL POPOLO, NESSUNO LO ASCOLTA
4. E IL FUTURO DEL PAESE è PIENO DI MERDA

Happy New Year! (2010 is there…)

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E’ arrivato. Non so se ieri sera ve ne siete accorti ma tra le 23:59:59 e le 00:00:01 è arrivato il nuovo anno, il 2010. Niente di particolare, solite cose… Per quanto mi riguarda non è che mi dispiacesse più di tanto il 2009, anzi, ma non so… l’avvento del nuovo anno sembra portare con se una ventata di novità e cambiamenti… in generale un bel sacco di speranze.

Niente, non mi resta che augurare a tutti un Buon Anno. Spero che abbiate passato una buona serata e che vi possiate godere i restanti 362 giorni rimanenti in questo 2010.

Have fun!

That’s bureaucracy

alberi-norvegesiInevitabilmente, in ogni campo, la burocrazia ci assilla. Carte da firmare, dichiarazioni da sottoscrivere, moduli da compilare. Uno diventa matto! Per esempio: com’è possibile che per poter rilasciare un certificato di idoneità medico-sportiva è necessario assolutamente la richiesta della società? Cioè, uno non può sapere se è idoneo a praticare attività senza essere iscritto a una società? Bah… Poi, l’altro giorno in banca per attivare una nuova carta di credito prepagata (quella vecchia era scaduta) mio papà avrà fatto si e no una decina di firme… probabilmente senza neppure sapere quello che stava firmando!

E’ follia, pura follia… Firme di qua, firme di là… ma che ci faranno con tutte queste firme me lo devono speigare. E poi: qualcuno le controllerà? Mah… io dico di no… That’s bureaucracy 🙁

P.S. Colgo l’occasione per esprimere la mia felicità nel comunicarvi che Netsons (quella che mi fornisce lo spazio per questo sito) ha deciso di togliermi la pubblicità! Evvai! Niente più pop-up, niente più banner in fondo alla pagina. Nada de nada! Grazie Netsons per il regalo di Natale (dopo i 3 server-down me lo dovevi pure 🙂 )

Finalmente… Tornato

Sono tornato. Finalmente. Dalla montagna intendo. Anche l’ADSL di casa mia è tornato. Finalmente. Non ce la facevo più a utilizzare quel cavolo di cellulare con uno schermo 1 cm x 1 cm. Anche il semplice andare su Facebook si rivelava un’attesa spropositata. Vabbè ma finalmente tutto è tornato alla normalità. Anche google sembra tornato alla normalità. Finalmente si è deciso a includere il mio sito nelle sue ricerche. Ora cercando “Stories of an italo-american maialin” si giunge subito al mio sito. Finalmente.

Bè, in conclusione questo post serve a poco o a nulla. Non posso neppure fare gli auguri di buon anno considerando che l’ultimo è domani. Vabbè. Lieto di aver potuto ripubblicare qualcosa sul mio sito 😉

See you soon, more to come!

Connessione a prostituirsi

Per colpa di quella gran donna della telecom la mia linea telefonica, e di conseguenza la connessione internet, è andata a prostituirg e ritornodrà presumibilmente dopo natale e prima di capodanno. Che dire, se riuscirò scriverò articoli col mio cellulare, altrimenti auguro a tutti un buon Natale e un felice anno nuovo 🙂

Poltro

Riflessione

Basta poco: un piccolo sospiro e ragionare. Aspettare il momento giusto in cui raggiungi lo spannung nei tuoi pensieti. Catalizzare il tutto col silenzio, o paradossalmente con della musica. Ecco, ci sei. Lo percepisci appena, ma lo percepisci. E’ quello che stavi cercando. E tutto questo con un piccolo sospiro e un po’ di riflessione. La pazienza è tutto in questo processo. Pazienza nell’attendere il momento giusto, pazienza per prevenire la foga di conoscenza e di desiderio, pazienza nel ricevere ciò che si desidera. Et voilà, il processo è completo. E finalmente sei felice.

Regali di Natale: tra la pazza ricerca e la diabolica trappola della mancia

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Ogni anno si presenta lo stesso problema: che ragali fare? Io giuro che non ne ho mai la più pallida idea. Non so che fare, non mi viene in mente nulla e quello che mi viene in mente non sarebbe gradito. Come ogni anno mi ritrovo a pochi giorni da Natale a fare una cappatina da qualche parte a caso nel tentativo di trovare un’ispirazione divina alla mia scelta… e finalmente trovo il regalo.

Arriva infine la mattina di Natale, ci si scambia gli auguri e con loro anche i regali. Io, fiero della scelta, consegno il mio ed ecco le possibili reazioni di colui/colei che l’ha ricevuto:

  1. “Wow che bello, mi serviva proprio. Grazie mille” – Il caso migliore, in cui il regalo è veramente piaciuto.
  2. “Oh… grazie, bello… ma cos’è?” – Il regalo non ha convinto molto. Il ricevente cerca di apprezzarlo, ma a fatica, e la sua reazione ne è la prova.
  3. “Mmm, sì… grazie…” – Ovvero “Bel regalo di merda, grazie, davvero!”
  4. “Cioè, e io con questo che ci dovrei fare secondo te? Mi hai mai visto usare una cosa del genere? Ovvio, non me ne faccio nulla… Bel Natale di merda!” – Bè, ovviamente il regalo non è piaciuto. Questa reazione può essere dovuta a 3 cose:  i) La persona odia particolarmente quello che le è stato regalato; ii) La persona si è svegliata con le palle girate; iii) La persona (se femmina) ha le sue cose.
  5. “Grazie, bellissimo… (dopo che te ne sei andato) Sì, bè, ma che è ‘sta merda? Bah…” – E il pacchetto va dritto dritto nel cestino

C’è poi il momento in cui ricevi i regali: regalo bello, regalo brutto… vabbè dai, si accettano. Poi arriva il regalo più temuto: la bustina con la mancia. Questa infatti sembra una cosa veramente utile, ma non lo è. Ti ritrovi ad avere tutte le mance (ipotizziamo 300 €), e tu lì, tronfio dei tuoi soldi appena ricevuti, che pensi: “Cavolo… 300 €, la PS3 costa 299 €… mi avanza addirittura 1 €… cavolo, vado subito a comprarla!”

E quando metti a conoscenza i tuoi genitori del fatto che vuoi usare i soldi ricevuti per acquistare qualcosa la risposta è soltanto una: “Come? Tutti quei soldi? Ma sei matto? Mettili via… no no, tu non li spendi mica tutti quei soldi, no. Se te li abbiamo dati non è stato mica perchè devi spenderli, scusa.” E quando cerchi di spiegare che i soldi sono stati fatti per scambiare beni e servizi e che le parole, alla consegna della busta, sono state “così ti compri quello che vuoi”, loro alzano la voce, tirano in ballo i bambini del terzo mondo e il fatto che loro non sono fortunati come te. Bah, valli a capire…