Calcio e parate

Ah, che gran bel periodo pieno di casini. La crisi, il calcioscomesse, il terremoto. Ecco, com’è classico in queste occasioni, saltano fuori curiose affermazioni e interessanti spunti di riflessione.

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Partiamo dal calcio, và, con i suoi mille problemi. Leggevo ieri sui siti sportivi titoli a caratteri cubitali con scritto “Monti vuole fermare il calcio per 2-3 anni“. Dato che oramai conosco i miei polli, sono andato a farmi un giro sull’ansa e sull’articolo al riguardo e leggo che il Presidente del Consiglio non ha affatto detto quello, esprimendo invece un invito personale a riflettere se questa fosse l’unica soluzione al problema, chiedendosi inoltre se fosse davvero sensato investire soldi pubblici nel risanamento di società calcistiche (fonte).

Ad Abete, il quale risponde che le squadre non ricevono soldi ma ne danno in tasse, vorrei invece ricordare, a titolo d’esempio, la storia dell’SS Lazio. Già due anni fa vi fu una causa (o comunque una diatriba) tra la società bianco-celeste e il CONI per l’affitto dello Stadio Olimpico di Roma inerente i pagamenti mancanti per 2 milioni di euro. Il CONI, all’insegna dell’allora definito “quieto vivere”, glieli abbuonò, evitando di riscuoterli. Ora, il CONI mi insegnate essere un organo statale, cioè nostro, mio e vostro in quanto cittadini italiani. Quindi la SS Lazio deve 2mln di euro a tutti noi che, invece che prenderceli (con tanto di interessi), glieli regaliamo… massì, tanto non ci servono. E questa storia si sta ripetendo pure quest’anno. Stesso importo, stessa risposta del CONI? Vedremo.

Non diciamo quindi che lo stato non mette soldi per i club più importanti, li mette eccome. Non voglio seguire l’idea di Monti di fermare il calcio, sarebbe un’idiozia controproducente. Però non stiamo neppure qui a sventolare la santità delle società.

Conclusa la parentesi “Monti vs Calcio“, vediamo un po’ questa curiosa idea di abolire la parata del 2 giugno reindirizzando i soldi a favore dei terremotati emiliani. Sono favorevole? Ni.

Che sia uno spreco di soldi credo sia cristallino. Soldati che in una parata militare sfilano per festeggiare una Repubblica che ripudia la guerra mi pare alquanto paradossale (cit.). Sarebbe stato sensato 6 mesi fa rifletterci e dire “bè, magari quest’anno per risparmiare facciamo un bel discorso del Presi a reti unificate che ci sciorina le stesse cose sulla Repubblica Italiana e magari vediamo di aprire musei o cose del genere per le famiglie che se ne vanno in giro nel weekend“. Ok, magari è un’idea povera, ma è proprio questo lo scopo.

È anche vero che proporre di abolire la parata 5 giorni prima della stessa significa risparmiare nulla, o comunque molto poco: i soldi sono già stati spesi e più di tanto non  può essere recuperato. Ecco, sarebbe interessante se invece si dicesse che il prossimo anno verrà “ridimensionata”, almeno per dare un segno di impegno verso questo obiettivo.

Arrivati alla fine di questo articolo magari (ma magari no) vi sarete chiesti “Ma perchè, Poltro, ha parlato di calcio, terremoto e 2 giugno insieme?“. La risposta è una sola parola: populismo. Entrambe le vicende ne sono pesantemente affette. Ragionate prima di agire; pensate al perchè di alcune azioni prima sparare sentenze. Se poi rimarrete della stessa idea, quantomeno avete fatto lo sforzo di pensarci e non seguire la massa come pecoroni.