Informazione e liberà non vanno d’accordo ultimamente

In nessun paese avanzato viene “considerato un crimine” l’informazione che dà conto di come procedono le inchieste giudiziarie. “Ci sono ancora due fasi anzi quattro (passaggio in aula e esame alla camera) prima che il provvedimento diventi definitivo. Per questo continueremo la nostra battaglia. Nel caso la norma venisse approvata – ha annunciato Siddi – siamo pronti arriveremo alla Corte di Strasburgo”. Facciamo di tutto – ha detto Siddi – per contrastarne l’approvazione. Speriamo in un sussulto”. Le istituzioni parlamentari, aggiunge il segretario della Fnsi, “meritano sempre rispetto, ma non c’é dubbio, che il via libera di oggi in commissione giustizia, ne inclina parecchio la fiducia”. E’ una tappa “imposta da una politica di comando che il governo ha imposto alla propria maggioranza”. “Approvare questa legge – conclude – significa impoverire la democrazia, mortificando la libertà di tutti”.

fonte: ANSA

Così il segretario generale della Federazione nazionale stampa italiana (Fnsi) Franco Siddi commenta il via libera della Commissione Giustizia della Camera alle norme del ddl intercettazioni che inaspriscono le condanne per i giornalisti e puniscono gli editori.

In cosa consistono queste norme? Per un elenco “serio” dei provvedimenti previsti, vi rimando al sito dell’ANSA (come sempre ottima fonte super-partes). Per un riassunto più blando, è sufficiente la parola “MERDA”! Sì, il ddl è una vera merda, un palese tentativo di censurare tutto il giornalismo italiano, da quello di cronaca a quello d’inchiesta. Non si può più far nulla, non si può più scrivere di nulla senza rischiare il carcere e una multa salatissima.

Vuoi pubblicare l’intercettazione del Presidente del Consiglio (una persona a caso, solo per un esempio…) che parla con il mafioso di turno? Non puoi. Ah, e i magistrati o chi di dovere non potranno utilizzare questa intercettazione per eventuali procedimenti penali. Già, perchè non è possibile intercettare qualcuno senza che sussistano gravi e accertate prove che possano sostenere l’ipotesi di reato. Ma come? Se già ho le prove che mi serve fare un’intercettazione? L’intercettazione serve per trovarle le prove!

Insomma, questo pacchetto di provvedimenti ci porta, ancora una volta, lontano dalla tanto enfatizzata libertà di cui si riempie la bocca quel Popolo che “sa amare” (alludo, alludo…). Sono davvero stanco di leggere ogni volta queste notizie e vedere attorno a me la totale apatia verso i problemi del nostro Paese. Forse è proprio vero che gli Italiani non sono in grado di ragionare con la propria testa ma hanno bisogno di qualcuno che dica a loro cosa fare. La cosa mi rattrista parecchio.

Ah, anche i tagli alla scuola della ministra Gelmini (leggi: MI STAI SUL CULO) sono allucinanti! Meno male che non toccavano le tasche degli italiani… no, semplicemente togliamo il tempo pieno alle elementari e tagliamo i fondi alle università… ma di questo non parla nessuno, neppure i telegiornali.

Un commento su “Informazione e liberà non vanno d’accordo ultimamente”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.