Mi capita spesso di non ragionare bene prima di parlare, creando quindi quella imbarazzante situazione in cui sono costretto a scegliere tra
- continuare con la mia cazzata con una certa nonchalance, incurante delle idiozie che sto dicendo.
- ammettere il mio errore e fare ammenda, sentendomi comunque un idiota patentato con tanto di cappello da asino sulla testa.
Che, per carità, alla fine si tratta di cose che mi accadono principalmente tra amici, chiacchierando del più e del meno. Cerco di non andare “fuori dal seminato” con gente sconosciuta e affrontare invece argomenti a me conosciuti o, altrimenti, far parlare l’altro interlocutore.
Sarebbe però una buona cosa che mettessi un bel filtro a quello che dico, se no la ghiaia che ho in testa frana direttamente. E se qui mi azzeccate la semi-citazione vincete un premio.


Mentre me ne tornavo a casuccia solo soletto, la mia mente ha iniziato a vagare. I vari pensieri si espandevano, si univano e contorcevano, l’uno e l’altro vagavano nel buio della notte. Gli eventi degli ultimi giorni mi han fatto riflettere molto. Non che sia successo qualcosa di particolare, anzo, quasi tutto nella solita monotonia. Tuttavia non posso fare a meno di riflettere e farmi domande, cosa che ritengo essenziale per l’esistenza di qualunque essere umano. Farsi delle domande e cercare delle risposte è il miglior modo per crescere, soprattutto mentalmente. Non sempre però si trovano delle risposte, e quando le si trovano non è detto che siano sempre quelle giuste o quelle realmente cercate.