E cosa dovrebbe essere?

E’ da più di un anno che in Città Studi all’Università degli Studi di Milano stanno facendo lavori su lavori per realizzare un progetto il cui rendering architettonico non rende l’idea proprio per una cippa.

Se si guarda il progetto si troverà questa immagine:

Degli spazi verdi, qualche albero qua e là, e… un pilastro rosso che si erge con tutta la sua imponenza su tutto il centro di Città Studi. Ora, io non sono un architetto, ma cosa dovrebbe essere? E’ un pilone gigante che non fa nulla. A dimostrazione di ciò ecco alcune immagini scattate stamattina ai lavori in corso:

Forse non si capisce bene dalle immagini, ma questi piloni sono fatti di placche metalliche all’esterno e all’interno di… scale. Solo scale. Non c’è altro. Ma a cosa servono, qualcuno me lo spieghi!

Se qualche anima santa ha avuto l’illuminazione e sa chi/che/cosa siano me lo dica. La mia mente non concepisce un simile ecomostro!

Informazione e liberà non vanno d’accordo ultimamente

In nessun paese avanzato viene “considerato un crimine” l’informazione che dà conto di come procedono le inchieste giudiziarie. “Ci sono ancora due fasi anzi quattro (passaggio in aula e esame alla camera) prima che il provvedimento diventi definitivo. Per questo continueremo la nostra battaglia. Nel caso la norma venisse approvata – ha annunciato Siddi – siamo pronti arriveremo alla Corte di Strasburgo”. Facciamo di tutto – ha detto Siddi – per contrastarne l’approvazione. Speriamo in un sussulto”. Le istituzioni parlamentari, aggiunge il segretario della Fnsi, “meritano sempre rispetto, ma non c’é dubbio, che il via libera di oggi in commissione giustizia, ne inclina parecchio la fiducia”. E’ una tappa “imposta da una politica di comando che il governo ha imposto alla propria maggioranza”. “Approvare questa legge – conclude – significa impoverire la democrazia, mortificando la libertà di tutti”.

fonte: ANSA

Così il segretario generale della Federazione nazionale stampa italiana (Fnsi) Franco Siddi commenta il via libera della Commissione Giustizia della Camera alle norme del ddl intercettazioni che inaspriscono le condanne per i giornalisti e puniscono gli editori.

In cosa consistono queste norme? Per un elenco “serio” dei provvedimenti previsti, vi rimando al sito dell’ANSA (come sempre ottima fonte super-partes). Per un riassunto più blando, è sufficiente la parola “MERDA”! Sì, il ddl è una vera merda, un palese tentativo di censurare tutto il giornalismo italiano, da quello di cronaca a quello d’inchiesta. Non si può più far nulla, non si può più scrivere di nulla senza rischiare il carcere e una multa salatissima.

Vuoi pubblicare l’intercettazione del Presidente del Consiglio (una persona a caso, solo per un esempio…) che parla con il mafioso di turno? Non puoi. Ah, e i magistrati o chi di dovere non potranno utilizzare questa intercettazione per eventuali procedimenti penali. Già, perchè non è possibile intercettare qualcuno senza che sussistano gravi e accertate prove che possano sostenere l’ipotesi di reato. Ma come? Se già ho le prove che mi serve fare un’intercettazione? L’intercettazione serve per trovarle le prove!

Insomma, questo pacchetto di provvedimenti ci porta, ancora una volta, lontano dalla tanto enfatizzata libertà di cui si riempie la bocca quel Popolo che “sa amare” (alludo, alludo…). Sono davvero stanco di leggere ogni volta queste notizie e vedere attorno a me la totale apatia verso i problemi del nostro Paese. Forse è proprio vero che gli Italiani non sono in grado di ragionare con la propria testa ma hanno bisogno di qualcuno che dica a loro cosa fare. La cosa mi rattrista parecchio.

Ah, anche i tagli alla scuola della ministra Gelmini (leggi: MI STAI SUL CULO) sono allucinanti! Meno male che non toccavano le tasche degli italiani… no, semplicemente togliamo il tempo pieno alle elementari e tagliamo i fondi alle università… ma di questo non parla nessuno, neppure i telegiornali.

Colonizzazione selvaggia

Posso descrivere solo così il comportamento di quelle persone che entrano in sala studio in università e colonizzano i banchi con cartelle, giacche, libri e caschi per moto, e se ne vanno bellamente in giro a fumare o bere il caffè per un periodo di tempo che va dai 30 minuti a +infinito.

Capisco assentarsi qualche minuto per orinare o anche prendersi qualcosa alle macchinette da consumare durante lo studio, ma arrivare, lasciare lì la roba e andarsene per un tempo così lungo no! Se entrate in aula studio la utilizzate, non è un guardaroba! Spero vivamente che un giorno vi rubino tutte le vostre stramaledette cose e che, perchè no, vi venga l’ulcera! Ecco.

Sì, sono una persona cattiva… E vendicativa.

I primi 30

Lippi ha ufficializzato i primi 30 convocati per la Nazionale Italiana di calcio in vista dei mondiali di Sudafrica 2010. Da questi 30 ne verranno poi eliminati 7 prima dell’inizio della competizione. Per ora i giocatori sono:

PORTIERI: Gianluigi Buffon (Juventus), Morgan De Sanctis (Napoli), Federico Marchetti (Cagliari), Salvatore Sirigu (Palermo).

DIFENSORI: Salvatore Bocchetti (Genoa), Leonardo Bonucci (Bari), Fabio Cannavaro (Juve), Mattia Cassani (Palermo), Giorgio Chiellini (Juventus), Domenico Criscito (Genoa), Fabio Grosso (Juve), Christian Maggio (Napoli), Gianluca Zambrotta (Milan).

CENTROCAMPISTI: Mauro German Camoranesi (Juve), Antonio Candreva (Juve), Andrea Cossu (Cagliari), Daniele De Rossi (Roma), Ivan Gennaro Gattuso (Milan), Claudio Marchisio (Juve), Riccardo Montolivo (Fiorentina), Angelo Palombo (Sampdoria), Simone Pepe (Udinese), Andrea Pirlo (Milan).

ATTACCANTI: Marco Borriello (Milan), Antonio Di Natale (Udinese), Alberto Gilardino (Fiorentina), Vincenzo Iaquinta (Juventus), Giampaolo Pazzini (Sampdoria), Fabio Quagliarella (Napoli), Giuseppe Rossi (Villareal).

Fonte: ansa.it

I primi 30

Lippi ha ufficializzato i primi 30 convocati per la Nazionale Italiana di calcio in vista dei mondiali di Sudafrica 2010. Da questi 30 ne verranno poi eliminati 7 prima dell’inizio della competizione. Per ora i giocatori sono:

PORTIERI: Gianluigi Buffon (Juventus), Morgan De Sanctis (Napoli), Federico Marchetti (Cagliari), Salvatore Sirigu (Palermo).

DIFENSORI: Salvatore Bocchetti (Genoa), Leonardo Bonucci (Bari), Fabio Cannavaro (Juve), Mattia Cassani (Palermo), Giorgio Chiellini (Juventus), Domenico Criscito (Genoa), Fabio Grosso (Juve), Christian Maggio (Napoli), Gianluca Zambrotta (Milan).

CENTROCAMPISTI: Mauro German Camoranesi (Juve), Antonio Candreva (Juve), Andrea Cossu (Cagliari), Daniele De Rossi (Roma), Ivan Gennaro Gattuso (Milan), Claudio Marchisio (Juve), Riccardo Montolivo (Fiorentina), Angelo Palombo (Sampdoria), Simone Pepe (Udinese), Andrea Pirlo (Milan).

ATTACCANTI: Marco Borriello (Milan), Antonio Di Natale (Udinese), Alberto Gilardino (Fiorentina), Vincenzo Iaquinta (Juventus), Giampaolo Pazzini (Sampdoria), Fabio Quagliarella (Napoli), Giuseppe Rossi (Villareal).

Fonte: ansa.it

Finale Coppa Italia

Questo blog tifa ufficialmente per la terna arbitrale capitanata dall’arbitro Nicola Rizzoli di Bologna (Assistenti: Maggiani e Di Liberatore. Quarto uomo: Romeo).

Un grosso in bocca al lupo per questa gara!

PS. Citazione del giorno: Tizio in treno: “Non vedo l’ora che l’acqua venga privatizzata così costerà tanto e avrò una scusa per lavarmi con la wuhrer” (grazie a Zuc per averla  twittata!).

Ma mettetevi d’accordo!

Premettendo che a me dell’iPad di Apple importa poco o nulla (anzi, proprio nulla), tuttavia oggi sono rimasto colpito da Google News che riportava, una sotto l’altra, due notizie da due fonti differenti riguardo al numero di unità di iPad vendute in America nelle prime 4 settimane. Ecco una bella immagine al riguardo:

Come come? Punto Informatico dice che sono state vendute 1 milione di unità mentre l’ANSA 300 mila? Mi paiono non poco discordi questi dati, dell’ordine delle 700 mila unità! Ma com’è possibile? Un conto avessero detto 1 milione una fonte e 900 mila un’altra… ci può stare. Ma un gap così elevato è totalmente fuori dal normale!

Chi avrà ragione? Chi invece torto? Bè, a dirla tutta non me ne frega più di tanto. Era giusto una scusa per lamentarsi un po’ ancora una volta…

Fair Play

Fair Play non è (solo) buttare il pallone fuori quando un avversario si fa male.

Fair Play è divertirsi senza voler vincere a tutti i costi.
Fair Play è  non fare fallo a un avversario mentre sta andando in porta.
Fair Play è tirare indietro la gamba quando è chiaro che non si riuscirà a prendere il pallone.
Fair Play è non cercare di fregare l’arbitro cadendo apposta o accentuando la caduta.
Fair Play è non fare falletti di nascosto per infastidire un avversario.
Fair Play è rispettare il regolamento, sempre.
Fair Play è avere il coraggio di ammettere di aver sbagliato, anche quando sembra l’esatto contrario.
Fair Play è chiedere scusa, dopo aver ammesso di aver sbagliato.

Fair Play è questo e molto altro, e non solo una regoletta non scritta che spesso e volentieri viene vista come un inutile fastidio.

25 Aprile

Il periodo storico individuato comunemente come Resistenza italiana inizia, per convenzione storiografica ormai consolidata, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 e termina alla fine del mese di aprile 1945. La scelta di celebrare la fine di quel periodo con il 25 aprile 1945 fu riferito dal CLNAI con la data dell’appello per l’insurrezione armata della città di Milano, sede del comando partigiano.

Ricordate sempre il 25 Aprile come il giorno della liberazione italiana dall’oppressione Nazifascista. Ricordate tutti i partigiani che hanno dedicato la loro vita alla Resistenza per poter chiamare l’Italia, ancora una volta, senza vergogna, Patria.