Tutto ciò di cui uno studente ha bisogno

Settimana di orientamento qui alla Metropolia University di Helsinki, sede di Espoo. Da lunedì professori e tutor ci hanno riempito di informazioni tecniche sull’università, su come fare questo e quell’altro, su come si vive in Finlandia e su com’è il popolo finlandese.

Oggi è stata una giornata impuntata su ciò che l’università ha da offrirci. Per chi ha poco tempo e deve scappare, il riassunto di quello che sto per scrivere è: WOW.

Lo so, spesso si tende a vedere solo il buono della nuova realtà in cui si è capitati, forse scoprirò qualcosa di meno piacevole nei prossimi giorni – ne sono sicuro, ma quello che ho visto oggi è davvero illuminante.

Partiamo dal fatto che ogni aula è accessibile agli studenti. A ciascuno di noi è stata data una chiave magnetica personale con cui aprire praticamente tutte le aule dell’università per accederci quando vogliamo (negli orari d’apertura e quando non c’è lezione, ovviamente). Molte aule dispongono di computer per tutti gli studenti (ci manca, siamo al dipartimento di tecnologia!) e ovviamente proiettore per l’insegnante, lavagna, ecc.

La biblioteca è qualcosa di fantastico. Partendo dal fatto che ci sono 5 biblioteche dell’università collegate tra di loro, quindi con un parco libri estremamente ampio, c’è poi la possibilità di leggere riviste, noleggiare CD e DVD, tesi di vecchi studenti e chi più ne ha più ne metta. Gratis. Fino a 50 libri in prestito contemporaneamente, accesso a tutto il database della biblioteca direttamente dal pc di casa propria con possibilità di prenotare il libro che si desidera. Aule per studiare in silenzio da soli e aule per progetti di gruppo. C’è altro? Sì, ovviamente. Ma erano troppe le cose in quella biblioteca che sicuramente mi sono dimenticato qualcosa.

Ci sono poi le cose al di fuori dello studio: una palestra con tanto di attrezzatura per fare pesi, boxe e quant’altro; un campo da basket/calcetto/pallavolo/hockey (indoor) in cui probabilmente io mi allenerò sulla corsa; una sauna (sì, hai letto bene: una sauna in università) e naturalmente tutto il necessario per cambiarsi e lavarsi dopo l’attività fisica.

E se sono stanco? Tranquilli, c’è pure la sala relax, con tanto di divanetti, cucina, frigorifero e giochi di società.

Tra le “varie ed eventuali” posso segnalare l’impressionante velocità della connessione internet in università (200 volte più veloce di quella di casa mia! Ecco il link a speedtest.net), la mensa in cui mangi molto e paghi poco (2,50€ per tutti gli studenti) e la gestione dei fumatori: non solo è proibito fumare dentro l’università, ma anche in alcuni spazi esterni c’è il divieto assoluto di fumare, riducendo l’area fumatori a un piccolo cortile nel retro dell’università.

Università?

The Helsinki Experience

Ancora una giornata passata ad Helsinki, tante cose da vedere ancora.

Helsinki è davvero bella. Strana, ma bella. E’ piena di alberi, piante, verde e spazi all’aperto. Tutto è così tranquillo quando fai una passeggiata lungo il mare, circondato da alberi e con il sole che ti batte leggermente sulla fronte, ancora per pochi giorni prima che cominci il freddo autunno.

Oggi sono riuscito a vedere l’Opera, il parco divertimenti (figata!!!), la chiesa rossa, lo stadio olimpico e il parlamento. Ma sinceramente, questo è davvero il meno. E’ tutto quello che ci sta intorno che mi affascina, che mi fa apprezzare una giornata passata qui.

Non ho molto altro da dire, o meglio, ne avrei fin troppo che non so quali cose sono importanti e quali meno. Meglio lasciarvi a un’altra galleria fotografica sempre su Flickr.

The Helsinki Experience

Ancora una giornata passata ad Helsinki, tante cose da vedere ancora.

Helsinki è davvero bella. Strana, ma bella. E’ piena di alberi, piante, verde e spazi all’aperto. Tutto è così tranquillo quando fai una passeggiata lungo il mare, circondato da alberi e con il sole che ti batte leggermente sulla fronte, ancora per pochi giorni prima che cominci il freddo autunno.

Oggi sono riuscito a vedere l’Opera, il parco divertimenti (figata!!!), la chiesa rossa, lo stadio olimpico e il parlamento. Ma sinceramente, questo è davvero il meno. E’ tutto quello che ci sta intorno che mi affascina, che mi fa apprezzare una giornata passata qui.

Non ho molto altro da dire, o meglio, ne avrei fin troppo che non so quali cose sono importanti e quali meno. Meglio lasciarvi a un’altra galleria fotografica sempre su Flickr.

About Finland

Ieri Niko e Shahid, due tutor della nostra università, ci hanno portato a fare un giro per Helsinki. Non abbiamo visto molto, ma subito ho potuto notare alcune particolarità di questo paese:

  • Molte persone, quasi tutti, stanno in silenzio quando stanno insieme, a meno che non hanno bevuto. E’ difficile iniziare una conversazione con un finlandese così, su due piedi, senza che lui ti conosca.
  • Il biglietto del treno si compra sulla carrozza dopo esser saliti, ma solo in una carrozza particolare. Un addetto alla vendita passa tra le persone e non dice nulla. Se gli chiedi il biglietto, paghi e lui te lo da. Se non lo degni di uno sguardo passa oltre.
  • Le pizzerie hanno uno strano concetto di “vegetariana” mettendoci dentro funghi e gorgonzola. Per non parlare di un fantastico abbinamento “prosciutto – ananas”.
  • Le persone o non bevono alcoolici per nulla, oppure bevono troppo: non c’è la via di mezzo.
  • Le cose che dovrebbero essere “low cost” spesso costano di più di quelle importate.
  • La Finlandia è una nazione bilingue (finlandese e svedese) per cui quasi ogni cosa è scritta in due modi diversi. In pratica però tutti usano solo il finlandese.

Per chi volesse guardarsi qualche foto, vi rimando alla galleria su Flickr.

 

Arrivato!

Sono arrivato. Oramai non si torna più indietro. Ma piove.

Parlando di cose serie e non di queste stupidate: mi sono accampato per bene nella mia stanza. Molto grande devo dire, anche troppo per quello di cui ho bisogno. I miei coinquilini sono due ragazzi tedeschi, uno molto socievole l’altro un po’ meno, ma fa nulla. Per ora riesco a comunicare con qualche interruzione ogni tanto e qualche dubbio sulle parole da usare. Spero che nel tempo riesca a utilizzare meglio la linuga (inglese – ndr) anche se già ora non ho particolari problemi.

I tutor ci hanno accolto all’aeroporto, e ci hanno consegnato una busta contenente tutto il necessario (si fa per dire) per sopravvivere in finlandia: una cartina, una guida, le chiavi dell’appartamento e una scheda telefonica. Ecco, per coloro che intendano chiamarmi o mandarmi messaggi qui non usate il mio numero normale, ma chiedetemi il numero finlandese che è meglio. Se no, skype (ilpoltro).

Altre cose da raccontarvi mi verranno in mente sicuramente nei prossimi giorni. In fondo sono qui da solo 7 ore…

Tutto d’un tratto

Tutto d’un tratto ti sembra di non avere più tempo. Dal lontano countdown di 5 mesi, a 2 giorni rimanenti. Molte cose sono già pronte, vanno solo ordinate per bene in valigia. Ma non è questo il problema.

Tutto d’un tratto mi sembra di non avere tempo sufficiente per salutare i miei amici, per dire alle persone più importanti della mia vita quanto mi mancheranno. Tempo per dire anche alle persone meno importanti quanto anche quel breve scambio di battute fatto ogni tanto un po’ mi mancherà.

Non sono assolutamente pentito di partire, anzi non vedo l’ora. Ma a molte persone avrei voluto dire di più, avrei voluto dare un abbraccio talmente forte da poterlo sentire ogni giorno, anche quando non sarò lì con loro, e loro con me.

Domani si concludono i preparativi, si chiudono le valige e si salutano gli ultimi (ma assolutamente non ultimi) amici. Manca poco, pochissimo. Tutto d’un tratto l’Italia mi sembra così lontana, anche senza essermi mosso ancora di un centimetro da qui.

Tutto d’un tratto

Tutto d’un tratto ti sembra di non avere più tempo. Dal lontano countdown di 5 mesi, a 2 giorni rimanenti. Molte cose sono già pronte, vanno solo ordinate per bene in valigia. Ma non è questo il problema.

Tutto d’un tratto mi sembra di non avere tempo sufficiente per salutare i miei amici, per dire alle persone più importanti della mia vita quanto mi mancheranno. Tempo per dire anche alle persone meno importanti quanto anche quel breve scambio di battute fatto ogni tanto un po’ mi mancherà.

Non sono assolutamente pentito di partire, anzi non vedo l’ora. Ma a molte persone avrei voluto dire di più, avrei voluto dare un abbraccio talmente forte da poterlo sentire ogni giorno, anche quando non sarò lì con loro, e loro con me.

Domani si concludono i preparativi, si chiudono le valige e si salutano gli ultimi (ma assolutamente non ultimi) amici. Manca poco, pochissimo. Tutto d’un tratto l’Italia mi sembra così lontana, anche senza essermi mosso ancora di un centimetro da qui.

Sette giorni…

Il titolo andrebbe letto un po’ alla “The Ring“, quando guardi la videocassetta con immagini alla ca**o di cane e una vocina malata ti dice che da 7 giorni a quella parte morirai. Ottimo no? Dopo una giornata stressante al lavoro ti siedi sul divano per guardare un film e rilassarti e TAC! 7 giorni dopo muori. Soccose.

Comunque, dicevo: 1 settimana, 7 giorni. Manca poco alla mia partenza.

Sì, lo so. Sorvolando sul fatto che oramai questo blog lo leggono in 2 persone (io sul mio portatile e io sul computer fisso), inoltre vi avrò probabilmente stressati tutti con sto fatto che parto. Mica sto via 5 mesi, eh! … Oh, wait!

Ho iniziato a preparare la valigia: fuori 33°C, io tiro fuori i maglioni di lana e i giubbotti pesanti. Ottimo direi, mi vien caldo solo a fissarli. Poi c’è mia mamma che, dato che devo partire, ha deciso che io non mi posso più vestire perchè gli indumenti li devo tenere da parte per la valigia. Attualmente esco vestito con i pantaloncini che uso per arbitrare e una maglietta intima. Una vera fashion victim.

Tra le varie cose ho scoperto la nazionalità di uno dei miei coinquilini, un tedesco che contatterò a breve. In realtà non ne sono sicuro, l’ho dedotto dal suo nome e dal suo sito internet scritto in tedesco. Non avendo lui il profilo di Facebook o Google+ o Twitter non posso avere conferme della mia tesi. Probabilmente gli manderò una email proprio oggi, per sentire un po’ quando arriva e cose del genere.

Non so come concludere questo post, quindi ciao.

 

 

 

Preparativi

Documenti: carta d’identità, tessera sanitaria, passaporto, libretto universitario, patente…
Vestiti: jeans, magliette, camicie, maglioni e felpe, giubbotto, maglie e mutande, calzini…
Cose utili: computer, cellulare, caricabatterie, iPod, libri, macchina fotografica, medicinali…

Mi sono messo a fare una lista di quello che dovrò portare, sono così tante cose che sicuramente mi dimenticherò di inserire qualcosa. Ecco perchè mi metto a farla due settimane prima della partenza. Due settimane. Dio, manca pochissimo.

Come si fa a concentrare cose utili per 5 mesi in una valigia da 20 Kg e un bagaglio a mano da 8 Kg? Pensare che adesso là ci sono 30°C (a quanto dice il mio tutor, Niko) e che tra solo 2 mesi ce ne saranno -10 di gradi… Come si fa…

I preparativi sono ancora in alto mare, devo prenderne atto. Tuttavia ho le idee chiare di quello che ancora devo fare. Ora devo solo farlo.

Meno 1

Quasi senza accorgermene siamo arrivati al 18 Luglio, a meno 1 mese dalla partenza. Ancora non ho realizzato.

Manca poco alla fine degli esami, ma già inizio a cazzeggiare. Non ho più le forze. Ho studiato 1 mese e mezzo ininterrottamente. Ho perso serate con amici, pomeriggi in piscina e tanto, tanto sonno. Ora non ce la faccio più. C’è un ultimo sforzo da compiere, quest’ultimo esame settimana prossima. Ce ne sarebbe un altro, ad esser sinceri, ma proprio non riesco ad arrivarci preparato e rischierei di fallire l’altro, cosa che assolutamente non posso permettermi.

Come dicevo, tra 1 mese parto. Ora come ora però ho solo voglia di rilassarmi e di andare al mare. Ho una tremenda voglia di mare. Il motivo sta nelle vacanze di 2 anni fa, l’estate della mia maturità: ho passato 3 settimane al mare (in posti differenti) e non sono mai stato così bene in vacanza. La mente non può che riportarmi hai momenti felici passati con i miei amici che hanno saputo farmi dimenticare il brutto periodo sentimentale che stavo passando e, anzi, mi hanno fatto godere appieno delle bellezze dell’estate. Non dimenticherò mai quei giorni.

È vero, devo iniziare a preparare le cose prima di partire. Il grosso è fatto, ma ora anche i dettagli contano molto. Lasciare a casa un libro in particolare potrebbe essere l’errore più grave del mio viaggio. Non ho voglia di pensare a queste cose ora. La settimana prima di partire sarà adibita a questo, e questo soltanto.

Vacanza, questo mi ripete ora il cervello. Non Erasmus, non Finlandia, non esami, ma vacanza. Quest’estate durerà giusto 2 settimane e qualche ora. Non so ancora dove e con chi andrò, ma da qualche parte devo andare; per liberare la mente da tutti i problemi e le preoccupazioni, per potermi sfogare e urlare, finalmente, VAFFANCULO in quel giorno di inizio agosto.