E Finlandia fu!

Dopo settimane d’attesa è arrivata finalmente la conferma: Erasmus in Finlandia!

Passerò i primi 6 mesi dell’AA 2011/2012 nell’Università di Jyvaskyla, “una città giovane e piena di brio” [cit.], a studiare i corsi del 3° anno di Informatica completamente in inglese in un ambiente totalmente sconosciuto, ma per questo motivo molto stimolante.

Inizialmente Jyvaskyla non era tra le 3 mete indicate al momento della richiesta, ma per motivi di graduatoria (e per un tipo ritardatario che all’ultimo mi ha inc****o Gjovik in Norvegia) sono finito in questa università che avevo posizionato al 4° posto nella mia graduatoria a causa del sito internet che saltava amabilmente da inglese a finnico cambiando pagina.

Comunque, la meta è di tutto rispetto: in tutta la Finlandia il livello di istruzione è molto buono, soprattutto nelle materie informatiche che, appunto, interessano a me. Posso ritenermi più che soddisfatto.

Mancano ancora un sacco di cose burocratiche prima di partire, cosa che avverrà tra inizio/metà settembre, ma oramai è deciso: da 5 mesi a questa parte non sarò più qui in Italia.

Bè, che altro dire: incrociamo le dita e vediamo che si riesce a combinare! =D

Day 2

Dopo un inizio di semestre all’insegna della matematica, ecco spuntare una materia prettamente informatica: Sistemi Operativi.

Simpatica presentazione del corso da parte del prof:

Questo è il primo corso davvero universitario che fate. Gli altri corsi erano di tipo pressapoco liceale. Qui dovrete studiare, studiare, studiare. Se studiate tanto lo passate, se studiate poco non lo passate.

[Altro sulla difficoltà del corso…]

Quando mi chiedono che differenza c’è tra Ingegneria Informatica al Politecnico e Informatica qui alla Statale, rispondo sempre: loro non hanno il corso di Sistemi Operativi. Perché? Perché gli ingegneri non ci arrivano a queste cose, non sono in grado di farle!

Grande gaudio tra la classe che, intimorita dall’incipit, si è subito sentita parte di una realtà elitaria (anche se, da fonti attendibili, pare che qualcosa di simile viene insegnato ad ingegneria…). Salvo poi rendersi conto della quantità esorbitante di studio previsto. Già studiare la materia non è la cosa più semplice del mondo, se poi ci si mette pure il libro totalmente ed esclusivamente in inglese, la cosa si complica ancora di più. Ma questo è il minore dei problemi (o la mia più grande fortuna).

La mattinata era iniziata con una voglia smodata di possedere un taccuino per le multe: faccio per entrare in città e una vecchietta, in auto, taglia amabilmente la curva puntando dritto dritto verso di me e costringendomi ad andare fuori strada per evitare che la mia auto si trasformasse in una variopinta lattina di cibo per cani. A quella vecchietta fischiano ancora le orecchie, tante gliene ho dette dietro.

Ma non è finita qui: arrivo ad un incrocio e trovo un incidente. Furbissima donna che tenta di cambiare corsia senza guardare negli specchietti viene presa in pieno sulla fiancata da un furgoncino. Naturalmente il triangolo era a 50 metri dall’incidente per avvisare le altre auto. Macchè, i due stavano lì a parlare al telefono, per dire poi chissà cosa “Pronto mamma, ho fatto l’incidente… no, no… torno a casa a mangiare. Sì, fammi la pasta al ragù…“. Dopo credo 5 minuti di senso unico alternato (in cui ogni-singola-auto si fermava a guardare quello che fosse successo, come se fosse uno spettacolo) i due geni posizionano il triangolo… attaccato alle auto. Ora, dico io: a che cazzo serve?!

E ci sarebbero anche i vari insulti rivolti ai simpaticoni che parcheggiano di traverso occupando tre posti, a quelli che, per qualche oscuro motivo, decidono di parcheggiare nell’unico punto in cui è possibile uscire dal parcheggio, costringendo gli altri guidatori a fare una retromarcia di 100 metri. Sullo sterrato. Con tipo 1 metro di larghezza. Bestemmie.

Simpatico secondo giorno quindi, e fortuna che la settimana finisce domani. Grazie carnevale ambrosiano.

Si ricomincia

Oggi ho ricominciato le lezioni all’università. Secondo semestre del secondo anno di Informatica. Sarebbe meglio dire di “Laurea in Matematica nascosta sapientemente dietro qualche computer infilato qua e là“. A quanto pare con il nuovo ordinamento, iniziato proprio con la mia annata, gli esami di matematica prolificano come funghi dopo una giornata di pioggia.

In due anni devo sostenere 5 esami di materie matematiche. Su 13 esami 5 sono solo di matematica! Se mi iscrivevo a lettere cosa mi trovavo, esami di “Benessere e cultura animale”?

Fortunatamente l’orario sembra decente, solo 2 giorni a settimana finisco nel pomeriggio, gli altri riesco sempre a tornare a casa per pasteggiare, il che mi permette di avere tutto il pomeriggio libero. Oddio, libero… devo studiare come uno stronzo, eh! Perchè se tutto va come deve andare… ma vediamo di non menare sfiga e passare oltre.

Prevedo un semestre molto, molto impegnativo. Dovrò limitare il mio cazzeggio sul pc (come sto facendo ora) e aumentare le ore di studio, nonchè integrare tutto con allenamenti ed arbitraggio nel fine settimana. Per non parlare poi della vita sociale: quella dovrò pure incastrarla da qualche parte.

Come dice il demotivational in figura:
COLLEGE: Buoni voti, Vita sociale, Dormire a sufficienza. Puoi sceglierne solo due.

Come se non bastasse

[ATTENZIONE: questo articolo contiene insulti e volgarità, nonchè palesi insulti verso esponenti di Comunione e Liberazione. Se questo ti può dare fastidio ti prego di non proseguire e, nel caso, lo farai a tuo rischio e pericolo.]

Bene, l’università pubblica non ha più soldi per mantenersi (mentre invece li regaliamo a quelle private) e come se non bastasse oggi il grande capo della Regione Lombardia (Roberto Formigoni n.d.r.) ha annunciato che ci saranno aumenti del 20-25% sui prezzi dei treni. Cazzo! 20-25% è un casino tanto! Io spendo 53,50€/mese per il treno già ora! Dal prossimo anno pagherò cosa, 60-65€? Ma siamo pazzi! Non esiste neppure una tariffa “studenti” come accade in tutti i paesi europei.

Poi cosa viene a dire il ciellino (Roberto Formigoni n.d.r.)? “Vogliamo garantire un servizio migliore agli studenti“. Ok, avete aggiunto 30 treni in più. Bravi. 30 treni in tutta la regione! Cristo, in tutta la regione! Non in tutto l’hinterland Milanese! Non prendiamoci per il culo (come stanno facendo da tempo). Il servizio ferroviario fa cagare. I treni sono insufficienti, puzzano, ritardano regolarmente, non ci sono posti a sedere, non c’è il riscaldamento, impiegano più tempo di quello indicato sulla tabella oraria. E ora pretendete di mettere un aumento? Ma vaff! Siete patetici!

Il governo ha tagliato i fondi per i servizi pubblici? Cazzo, e tu (Roberto Formigoni n.d.r.) sei pure a favore della maggioranza! Ma fatti un’esame di coscienza, porca vacca! Ciellino del cazzo!

Ecco, sono incazzato. Bravi, mi avete fatto incazzare. Ma non preoccupatevi, ve la farò pagare, vedrete!

Colpa della società

Il titolo sembra un po’ una minestra riscaldata di quello che si dice quando qualcosa non va nel mondo ma, in realtà, rappresenta perfettamente quello che voglio spiegare oggi.

Andando in università a Milano prendo una caterva di mezzi di trasporto, dai più affollati ai più vuoti, che mi fanno incontrare un numero inimmaginabile di gente. L’anziano, il giovine, la madre… Ogni categoria io la incontro. Capita spesso di subire il cosiddetto “continuo innamoramento casuale su mezzi pubblici“, ma anche di incontrare semplicemente persone dal viso simpatico che, per qualche oscuro motivo, ti attirano. Ecco, di quest’ultime voglio parlare.

Talvolta vorrei poter scambiare due parole con queste persone ma qualcosa mi ferma. Il viaggio in treno per tornare a casa dura una mezzoretta e avere una conversazione con qualcuno, giusto per passare il tempo, non è poi così malaccio come idea. Quindi cosa mi ferma? Suppongo sia la società, davvero. Per qualche ragione a me nascosta credo che il mio tentativo di parlare con un estraneo possa destare sospetti. Da parte femminile potrebbe sembrare l’ennesimo approccio atto a portare a letto la ragazza; da parte maschile un qualche tentativo di approccio omossessuale. Ma io vorrei solo scambiare due parole, che cavolo.

E’ così difficile dare fiducia a un estraneo. “Cavolo sì!” – mi rispondo da solo. Dunque perchè è così difficile? Non me ne capacito. Non posso accettare il fatto che la gente non si possa più fidare di un estraneo, di dirgli dove abita e dove lavora, quali sono i suoi hobby e passatempi. L’aprirsi agli altri è diventato troppo difficile.

Una cosa che ho sempre apprezzato del mio carattere è la capacità di relazionarmi anche con persone estranee senza problemi. Ultimamente questo è diventato molto più difficile, proprio per i motivi che ho elencato prima.

Io voglio provarci, voglio un giorno salire sul treno, incontrare una persona che mi ispira fiducia e iniziare una conversazione. Per lo meno un tentativo posso farlo. Un tentativo potreste farlo pure voi, miei lettori. Si sa mai che la voce si sparge e la gente inizierà ad essere più aperta e cordiale con il proprio vicino di sedile.
🙂

Urca, come passa il tempo

Non badate all'immagine

Sono circa due settimane che non scrivo qualcosa sul blog. Per vari motivi, certo. Un po’ gli impegni universitari e lavorativi, un po’ la mancanza di idee. Insomma, il blog sembra lasciato a se stesso… Tornando a noi, oggi mi è venuta una grande idea, una grande ispirazione per un nuovo post. E me la sono dimenticata. Dovrò improvvisare dunque, come faccio la maggior parte delle volte.

Parliamo un po’ dunque di “varie ed eventuali”, come il fatto che, a quanto pare, oggi Facebook annuncerà grandi novità nel suo social network. Voci di corridoio dicono che verrà implementata la funzione email. Già me le immagino prolificare le varie bimbettamenosetta96@facebook.com e stylosalovvosa97@facebook.com . Come se di email vacca non ce ne fossero abbastanza. Insomma, sarà un’altra roba di bimbiminkia.

[EDIT] A quanto pare sarà una specie di email-agenda-sms-tutto_quello_che_vuoi messi insieme. Più news avanti…

Cambiando completamente discorso, è oramai un mese che ho ricominciato l’università e ancora non sono entrato in clima studio. Sì, i libri li apro, leggo quello che c’è dentro, ma forse complice l’assenza di esami intermedi (o compitini, in gergo della Statale) me la sto prendendo molto comoda. E questo è un male. Anche perchè gli esami non sembrano proprio quell’allegra interrogazione che tanto voglio convincermi saranno. (Ok, spero che quest’ultima frase abbia senso. Nella mia testa un senso ce l’ha, spero anche nella vostra).

Non so che altro scrivere, e se lo sapessi non verrei certo qui a dirvelo, eh! Vi lascio con una citazione da una canzone che sto ascoltando in loop infinito da un sacco di tempo. A voi il compito di riconoscere titolo e artista.

Look to the past
And remember and smile
And maybe tonight
I can breathe for awhile
I’m not in the scene
I think I’m fallin’ asleep
But then all that it means is
I’ll always be dreaming of you

La mia università piange

E’ di ieri sera la mail dei rappresentanti della Sinistra Universitaria in cui mi viene comunicato che inizierò le lezioni del secondo anno il lontano 15 Ottobre.

Ora, sebbene la mente di un piccolo studente liceale possa portare alla formulazione dell’idea “Wow, che figata, ti fai altre due settimane di vacanza!“, tuttavia non posso che essere triste per questa notizia. Mi spiego meglio: questa decisione è stata presa in seguito al rifiuto dei ricercatori, totalmente giustificato, a non svolgere più il ruolo di docenti. Infatti costoro non sono tenuti e non sono pagati per fare lezione a noi, ma da anni si prestano a questo compito per dare una mano alla propria università. In poche parole, insegnano gratis.

Inoltre, cosa altrettanto importante, “si è deciso di inviare al Parlamento e al Governo, perché si rendano conto dei danni che faranno sul sistema universitario italiano i pesantissimi tagli ai finanziamenti e alcuni dei risvolti più immediati di questa legge e, pertanto, decidano di accogliere gli emendamenti presentati dal mondo accademico.

Insomma, la mia università, come molte altre, non ha più soldi. Si è costretti ad aspettare il termine ultimo di pagamento delle tasse universitarie per poter almeno abbozzare un’idea di lezioni.

Quando si guarda il telegiornale e si vedono tutti questi docenti, ricercatori e altre cariche universitarie che protestano non si capisce bene come mai lo fanno, anche perchè subito dopo appare il politico di turno tutto pompato che dice “Noooo, non stiamo tagliano fondi all’università! Stiamo solo togliendo gli sprechi!”. Bene, posso dirti una cosa? VAFFANCULO!

Non ci riesco più

E’ come se mi fossi dimenticato come si fa. Studiare, intendo. E’ da circa una settimana che dico a me stesso “Forza, alzati, prendi i libri e studia”, ma ogni volta finisce sempre col ritrovarmi davanti al computer a fare qualche cosa inutile.

Devo studiare! Devo studiare! Devo studiare! Devo andare su Facebook! NO! NO! Devo studiare! Devo studiare! Devo guardare un video su YouTube! NO! NO! NO! Devo studiare! E’ un ordine!

Ora lo faccio!

[Certo che magari prima mi guardo un bel video su come costruire un termosifone con carta igienica e colla vinilica…]

Ciò che mi manca

Più volte ho espresso la mia felicità nell’andare in università. La possibilità di studiare materie che ti piacciono, la libertà di seguire le lezioni quando e come vuoi, l’assenza di fastidiose interrogazioni ogni santo giorno, ecc ecc…

Certo è che delle scuole superiori mi manca la gita di classe. Indubbiamente centra poco con l’istruzione… era invece un momento chiave dell’anno scolastico. Finite le vacanze di Natale il “punto di riferimento”, il momento tanto atteso, era proprio la gita di classe, e il passare quei 4-5 giorni via da casa con i propri compagni, bè, devo dire che mi manca proprio.

L’università ha questo difetto, non è fatta per creare una classe unita. Magari ci sono quelle poche persone con cui passi la maggior parte del tempo, ma non è una classe. Inoltre non ci sono le gite e, sebbene possa sempre prendere ed andare via da qualche parte per una settimana, andate voi a spiegarlo ai miei che di punto in bianco voglio partire senza ragione alcuna! Senza parlare delle finanze che scarseggiano sempre…

Insomma, in questo momento me ne andrei volentieri da qualche parte, ma devo rinunciare e aspettare quest’estate. Nel frattempo inizierò a pensare dove andare: magari un Interrail, oppure un giretto in macchina per l’europa, oppure un viaggetto oltreoceano… meglio iniziare a racimolare soldi =)

Bambini irritanti

Sì, sono stato pure io bambino… lo so. Ma la quantità stratosferica di bambini delle medie che salgono sul pullman delle 13:10 mi ha leggermente rotto. Io sono seduto, bello tranquillo, con la musica nelle orecchie, quando una mandria urlante sale sul pullman e interferisce con il mio sano riposo. Basta! Avete rotto! Siete Irritanti!

Tutto qui, niente di più. Dovevo sfogarmi.Vi odio (bambini).