Evangelion 3.33

eva333

Dopo qualche mese dalla sua uscita sono finalmente riuscito a vedere il 3° film della saga di Neon Genesis Evangelion, anime del 1995 sceneggiato e diretto da quel malato mentale di Hideaki Anno.

Come già avevo anticipato qui, sono rimasto un po’ “stordito” da quest’ultimo film, dato che, se prima lo spettatore poteva avere dubbi e domande irrisolte, ora ne ha ancora di più. Molte di più. DIO MIO MA CHE CA**O! DICCI QUALCOSA E NON METTERE SCENE RANDOM SENZA SENSO!

Ma passiamo alla recensione più dettagliata…

[SPOILER ALERT]

Leggi tutto “Evangelion 3.33”

Evangelion 3.33

eva333

Dopo qualche mese dalla sua uscita sono finalmente riuscito a vedere il 3° film della saga di Neon Genesis Evangelion, anime del 1995 sceneggiato e diretto da quel malato mentale di Hideaki Anno.

Come già avevo anticipato qui, sono rimasto un po’ “stordito” da quest’ultimo film, dato che, se prima lo spettatore poteva avere dubbi e domande irrisolte, ora ne ha ancora di più. Molte di più. DIO MIO MA CHE CA**O! DICCI QUALCOSA E NON METTERE SCENE RANDOM SENZA SENSO!

Ma passiamo alla recensione più dettagliata…

[SPOILER ALERT]

Leggi tutto “Evangelion 3.33”

Cose che non vi ho detto

Hal_9000

Più di un mese che non scrivo nulla. Da dopo la mia laurea, per essere precisi. Cosa volete che cambi in un mese nella vita di Poltro? Tutto, ecco cosa. Cambia la vita, gli affetti, il lavoro, i passatempi… e in un attimo ti trovi catapultato in un mondo tutto nuovo.

Ho risparmiato soldi, ho comprato un computer nuovo (un MacBook Air, chi l’avrebbe mai detto…), ho collaborato a progetti, ho tirato su qualche spicciolo, abbastanza da decidere di aprire una partita IVA. Ho visto quanto fosse comunque difficile tirare su qualche soldo, essere indipendente.

Allora ho inviato qualche curriculum, giusto per provare, per vedere che succede e anche “perché no?”. Poi ti propongono un colloquio “sono rimasta molto impressionata” – mi dice Marina – “Ti andrebbe di fare un colloquio telefonico?”.
Al telefono parla veloce, dice tante cose, descrive tutto minuziosamente. Mi chiede alcune informazioni personali, esordendo con una domanda sulla mia esperienza Erasmus. Poi domande un po’ più tecniche, domande filtro, sufficienti per farmi avere il secondo colloquio. Un’ora, nulla di più. Anche il colloquio numero due se ne va. “Settimana prossima ti faremo sapere” – dicono. Al mio orologio passano meno di 48 ore e ho un lavoro.

Le cose che non vi ho detto sono ancora tante, perché è bello prendersi un po’ di tempo per farle maturare, per realizzare cosa stia succedendo e iniziare a veder delinearsi il proprio futuro.

A presto gente, ho ancora tante di quelle cose da raccontarvi…

Tirate le somme

Con i poteri conferitimi dal Magnifico Rettore,

vi dichiaro Dottori in Informatica

 

homersimpson-laureaFinito. Dopo poco più di 3 anni all’Università degli Studi di Milano, alla fine mi sono laureato pure io. Non un gran votone, 99, ma in fondo poco mi importa. Le materie in cui non sono andato bene sono quelle che con l’informatica hanno meno a che vedere, e alla fine tutto si riconduce a quello. La laurea che ho preso, la facoltà che ho frequentato, poco hanno a che vedere con l’informatica, con quella che è l’informatica ora e nei prossimi anni.

Se potessi tornare indietro a Luglio 2009 quando, neo maturato, mi sono iscritto all’UniMi, credo che mi fermerei. Calma, respira. Forse questa non è la scelta migliore.

No, non sono per nulla soddisfatto della mia Università, di quello che mi ha offerto, rapportato a quello che pagavo. Programmi arretrati, corsi non competitivi per il mercato del lavoro, attrezzature e locali inadatti ed inefficienti. Lo specchio del declino dell’Università italiana. Quella che un tempo era il fiore all’occhiello dell’informatica in Italia, oggi non è che una facoltà che insegna l’ISDN come il futuro di internet. Per dire.

2 o 3 esami sono quelli che si salvano, coi rispettivi professori. Gli altri… bah.

Credo che la maggior parte del declino sia dovuto alla mancanza di fondi, ma è anche vero che si potrebbe fare uno sforzo e cambiare i programmi ed i corsi complementari. Per esempio, perchè non togliere qualche credito di matematica e inserire dei corsi  di applicazioni Android, iPhone e Windows Mobile? E anche un bel corso di sviluppo web, di quelli completi, divisi in moduli, dalla programmazione lato server, alla creazione di interfacce grafiche fino alla sicurezza web? O magari corsi che certifichino la conoscenza in ambito Linux, Windows e Mac.

I laureati devono uscire e le aziende dovrebbero fare a gara per averli. Invece no, ci rendono i metalmeccanici del 21° secolo, seduti di fronte a un pc a scrivere due righe di codice (se va bene) o fare report per una banca.

Parliamo tanto di fare StartUp, ma datecene la possibilità! Tuteliamo gli studenti che si mostrano abili, offriamogli i locali e i mezzi universitari per poter sviluppare le idee e i progetti, finanziamoli e non lasciamoli allo sbando, alla ricerca di qualche buon’anima che gli dia dei soldi. Non dovrebbe fare anche questo l’Università?

Chissà perchè, ma come sempre questo mi pare il mio bel mondo utopico, e purtroppo non ci azzecca nulla con quello che mi sono lasciato alle spalle il giorno della mia laurea.

Caro Bersani, ma lo usi davvero Twitter?

Bersani-governo1-770x513

No perchè se davvero avessi speso giusto giusto 5 minuti a leggere quello che il tuo elettorato (e non solo) vuole, forse avresti capito che la candidatura di Marini, come quella di Amato e – ommioddiobasta – D’Alema, forse non sono proprio ciò che la gente vorrebbe da un partito come il PD, che non dovrebbe fare in modo di farsi bello davanti a B, ma fare il bene del Paese scegliendo una persona di tutto rispetto per il Colle. E un nome c’è, oh eccome se c’è…

Bè, magari non sai come si fa, quindi eccoti tutti i Tweet al riguardo.
(Ore 9:20, 18/04/13: #Marini Trend Topic Italiano)



Se fossi stato in Napolitano

Innanzitutto non avrei dato l’incarico a Bersani ma al M5s.

Credo sia abbastanza risaputo il mio orientamento politico e il mio dissenso nei confronti del movimento di Beppe Grillo, quindi suppongo che la precedente frase abbia un attimo confuso le idee, ma lasciate che vi spieghi.

Diciamo che in linea generale molti punti del M5s, che per altro sono in comune con quelli del PD, sono interessanti e meritevoli di attenzione. Il Movimento chiede il governo del Paese per poterli applicare, sostiene di essere l’unica forza politica in grado di farlo e che tutti gli altri non capiscono una cippa. Benissimo, lo dimostri quindi. Che prendano il Governo e facciano vedere ciò di cui sono capaci.

Dal mio punto di vista questa è una di quelle situazioni in cui, comunque vadano le cose, io come cittadino ne traggo un vantaggio. Si delineano infatti due differenti scenari:

1. Il M5s fa tutto quello che deve, promulga leggi che servono al paese, rilancia l’economia, il lavoro, dimezza i parlamentari, cambia la legge elettorale, ecc… Perfetto! Io mi sono sbagliato sul loro conto e mai potrei essere così felice di aver sbagliato visti i risultati ottenuti.

2. Poniamo invece che il M5s non riesca a fare a nulla, che finalmente capisca quanto sia difficile fare politica, che non si tratta solo di parlare al malcontento della gente ma anche di andare lì, in Parlamento, a sporcarsi le mani con la merda che c’è dentro e lavorare sperando di ottenere un compromesso per avere un minimo miglioramento. Forse in quel momento si renderanno conto, elettori inclusi, che non basta urlare per ottenere qualcosa.

E allora si tornerebbe alle elezioni, e lì il centrosinistra, con la sua innata capacità di perdere una partita già vinta, dovrà dimostrare di essere all’altezza del compito e in grado di rinnovarsi. Forse questo, sì, è l’unico rischio.

Dormendoci su

Screenshot at 2013-02-26 09:06:37

Passato il momento di concitazione, rabbia e delusione per i risultati elettorali, sono finalmente andato a letto e c’ho dormito su.

Ora è mattina, i dati sono certi: voti Senato PD: 8.399.991 (nel 2008: 11.042.452); voti Senato PDL 6.829.135 (nel 2008: 12.511.258).

Il PD ne ha persi quasi 3 milioni. Il PDL quasi 6 di milioni. Quindi, il problema qual è? Che gli Italiani votano Berlusconi? Sì, anche. Ma è anche sì vero che non votano per il concorrente diretto, il PD. Anche dal magro risultato raccolto da SEL, UDC e FLI è chiaro un fatto: la gente grida “non ci fidiamo più di voi partiti“. Gli Italiani sono stufi e vogliono Grillo e il suo movimento, vogliono il caos e la rottamazione di tutta la classe dirigente.

Mi chiedo se in questo momento il caos sia un bene e se sia utile al Paese. Sulla rottamazione ero d’accordo, e si sa come andò a finire a Novembre. Ma il caos, lo tsunami, quello no.