Doping, scommesse e calcio femminile

Come diceva Vulvia su Rieducational Channel: “Lo sapevate?“… che sono iniziati i campionati mondiali di calcio femminile under 20? Ebbene sì, anche alle donne giocano a calcio. Curioso, no? In realtà è uno sport abbastanza strano, basato su strilla, tirate di capelli e “puttana!” gridato all’avversaria, ma a loro il calcio piace così, colorito.

L’italia ha già perso 2-0 contro la Corea del Sud nella gara d’esordio. Che tristezza. Purtroppo tutte queste emozioni sono state messe in ombra da due notizie sportive ben più eclatanti ma che di sportivo han ben poco.

Lance Armstrong, forse IL ciclista per eccellenza, ha deciso di smettere di difendersi dalle accuse di doping durante la sua carriera in cui ha, per ben 7 volte, vinto il Tour de France. Oggi ho letto un articolo di Stefano Benzi sul caso, e mi sento di approvare e condividere un pensiero in particolare:

All’epoca delle sue imprese Armstrong è sempre stato controllato ed è sempre risultato pulito. O i controlli non erano accurati, o i parametri non erano giusti. Ma se questo non era un problema di Armtsrong allora, non può certo diventarlo oggi.

Cioè: anche se in base alle regole attuali sarebbe risultato dopato come uno stronzo, se le quelle del tempo glielo permettevano, perché lamentarsi? Idioti voi che avete fatto quelle regole.

C’è poi il ben più seguito caso del calcio scommesse e di Conte. Oramai sembra che il caso sia solo lui. Nessuno parla più delle altre società, degli altri giocatori, dell’organizzazione mafiosa che girava intorno alle scommesse. Per carità, non dico di non  parlare di Conte, è giusto e doveroso, ma almeno dare le notizie complete o si rischia di far passare il tecnico della Juve come il capo di un sistema malavitoso del quale, per quanto posso leggere dalle prove, neppure era a conoscenza.

Ok, sarò di parte, ma com’è possibile che le accuse si basino solo sulle testimonianze di uno che si vendeva le partite come le Goleador all’oratorio? Badate bene, io non difendo Conte a spada tratta come fa Agnelli (che, tra parentesi, se stesse un po’ zitto farebbe un grandissimo favore alla Juve ed allo stesso Conte), ma voglio solo che, se davvero deve essere squalificato, che vi siano quantomeno delle prove concrete e non la sola parola di un calciatore pentito, o qui il problema è che la parola di uno viene ritenuta più attendibile di quella di un altro.

Alla fine non resta che sedersi sul divano e guardare l’inizio del campionato di Serie A, sperando che i giocatori in campo considerino più importante il divertimento del proprio portafoglio… AHAHAHAH meglio guardarsi quel bendiddio di ragazze ventenni che strillano sul rettangolo verde.

Un commento su “Doping, scommesse e calcio femminile”

  1. Si parla molto solo di Conte e della Juve solo perché sono quelli che sbraitano più di tutti gli altri. Se stessero zitti, nessuno ne parlerebbe, o meglio, parlerebbero di tutti. Questo fatto mi ricorda quello che è successo con Mani Pulite: nel 1994, il pool di magistrati scopre tangenti alla guardia di finanza anche da parte della Fininvest; invece di confessare o patteggiare, Berlusconi decide di usare tutti i mezzi possibili (televisioni, giornali, … ) per proclamare la sua innocenza e attaccare i magistrati. Sono passate così in secondo piano tutte quelle grandi aziende (Fiat, Eni,… ) che hanno pagato tangenti come la Fininvest ma che hanno confessato o patteggiato in silenzio e si ricorda ora solo la Fininvest, o quasi.
    Se invece di attaccare la giustizia e le sue procedure (e lo fanno ora, aggiungerei, solo perché sono in mezzo loro), Agnelli e Conte accettassero le sentenze, ci si sarebbe limitati alla notizia della squalifica, senza tutte le polemiche (come anche per i “30” scudetti: invece di accettare il fatto che, avendone vinti 2 barando, se ne debbano contare 28, li vogliono a tutti i costi, mischiandoli a quelli vinti onestamente e meritatamente).
    Sarebbe stato molto più onorevole dire: “Ok, ho sbagliato, accetto la sentenza e le sue conseguenze perché non dovevo comportarmi in quel modo” invece di tirare in mezzo anche gli altri.
    Lucianone se ne sarà pure andato ma non mi sembra che l’atteggiamento sia cambiato molto.

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